repubblica.it, 14 aprile 2026
La Russa jr, proscioglimento definitivo. La ragazza: “Farò ricorso alla Cedu”
È definitivo il proscioglimento di Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato, sul caso di revenge porn che era scaturito da un’altra denuncia della giovane, sua ex compagna di liceo, relativa all’ormai famosa notte tra il 18 e il 19 maggio 2023, a Milano, iniziata alla discoteca Apophis, per la quale era già stata archiviata l’inchiesta sull’ipotesi di violenza sessuale a carico del giovane e del suo amico dj Tommaso Gilardoni.
Da quanto si è saputo, infatti, dopo il deposito a gennaio delle motivazioni della decisione della gup di Milano Maria Beatrice Parati, che ha dichiarato estinto il reato per il giovane, assistito dagli avvocati Vinicio Nardo e Adriano Bazzoni, non è stato presentato ricorso contro quella sentenza del dicembre 2025. Da parte di La Russa junior, aveva scritto la giudice, c’è stato uno “spontaneo adempimento risarcitorio”, con una “offerta congrua e idonea” per il danno “patito” dalla ragazza.
E va considerato anche “il contegno tenuto dall’imputato dopo i fatti”, che si evince da una lettera depositata in un’udienza lo scorso novembre, nella quale “ha mostrato sincero dispiacere per le sofferenze” causate alla giovane e una “presa di coscienza in ordine alla condotta” che gli veniva contestata, ossia di aver inoltrato quella notte all’amico un video intimo che riprendeva la ragazza, senza il suo consenso.
La gup aveva ritenuto “congrua” l’offerta di risarcimento di 25mila euro da parte del figlio del presidente del Senato a favore della ragazza – da lei mai accettata, assistita dal legale Stefano Benvenuto – e ha dichiarato estinto il reato. Per la giudice, che ha emesso sentenza di “non doversi procedere”, non era nemmeno necessario in questo caso, come invece sostenevano le pm Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro, un “percorso psicologico riparativo da parte dell’imputato”.
Sempre il gup ha condannato, invece, ad un anno, pena sospesa, Tommaso Gilardoni, pure lui imputato per diffusione illecita di immagini senza il consenso della giovane e che aveva scelto il rito abbreviato. La ragazza attraverso il suo avvocato fa sapere: “Ho dato espresso incarico al mio difensore, l’avvocato Stefano Benvenuto, di adire la Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione del giusto processo in riferimento all’archiviazione disposta per il reato di violenza sessuale archiviato dai giudici italiani. Sono in corso valutazioni da parte della suprema Corte internazionale. Ho incaricato altresì il mio difensore di fare appello conto la sentenza di revenge porn nei confronti di Gilardoni, procedimento ancora in corso. Per la posizione La Russa, limitatamente a quella di revenge porn non si è ritenuto di procedere ad appello davanti a giudici italiani”.