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 2026  aprile 14 Martedì calendario

Il pm non crede alla perizia psichiatrica di Kaufmann

La Corte d’assise di Roma si è riservata di decidere sulla «incapacità temporanea di stare in giudizio» per Francis Kaufmann, l’uomo accusato del duplice femminicidio di Villa Pamphili. Nel corso dell’udienza sono stati illustrati i risultati della perizia psichiatrica secondo cui l’imputato deve essere sottoposto ad una terapia farmacologica, suggerendo un nuovo controllo tra 30 giorni. Risultati che sono stati contestati da parte dei consulenti nominati dalla Procura di Roma e dalle parti civili. Per il pm Antonio Verdi la perizia «si è limitata a esaminare Kaufmann solo nelle poche ore di visita: la sua è una strategia manipolatoria che lui ha sempre attuato. Siamo in presenza di un soggetto che mette in atto finti deliri indirizzati strategicamente a manipolare», ha detto il rappresentante dell’accusa nel motivare la sua richiesta di rigetto o in subordine una nuova perizia con un nuovo collegio che comprenda anche un medico legale.
Per la psicologa forense Roberta Bruzzone, Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, «è una persona consapevole della gravità di quello che ha fatto. Sa perfettamente di non avere via d’uscita processuale e sta simulando, per altro in modo grossolano e maldestro, una condizione psichiatrica che assolutamente non sperimenta».
Bruzzone, presente come parte civile nel processo, racconta del colloquio avuto con il sedicente Rexal Ford. «È un soggetto sostanzialmente psicopatico -spiega- che raccoglie tratti narcisistici e antisociali e chiaramente è ben consapevole di ciò che ha fatto e che punta a interrompere il processo. Può stare in giudizio e può partecipare attivamente alla sua difesa». E sui colloqui avuti con l’uomo in carcere aggiunge: «Per capire se aderisse a un delirio reale gli ho proposto una serie di possibili soggetti di reincarnazione. Lui aderiva tranquillamente ai personaggi che gli venivano proposti. Anche lontanissimi. A un certo punto dice di essere Massimo Decimo Meridio e poi Napoleone. Gli propongo anche tra San Francesco d’Assisi e lui dice di sì. E poi, anche Mao Tse Dong, Lenin. In 10 minuti ha attraversato tantissime figure di reincarnazione e questo rende la sua posizione incompatibile con un delirio acuto reale», conclude la criminologa.