corriere.it, 14 aprile 2026
Canada, Carney conquista la maggioranza e sfida di nuovo Trump
In Canada, il Partito Liberale del premier Mark Carney conquista la tanto agognata maggioranza in Parlamento dopo la vittoria in tre elezioni suppletive tra Toronto e Québec. Con 174 seggi alla Camera dei Comuni, Carney consolida la sua leadership e potrà d’ora in avanti portare avanti l’agenda di governo senza dover scendere a patti con le opposizioni. Soltanto 14 dei 24 primi ministri che si sono succeduti nella storia del Canada hanno potuto contare sulla maggioranza alla Camera dei Comuni e negli ultimi 20 anni ci sono stati solo due parlamenti a maggioranza assoluta, peraltro di breve durata: quello di Stephen Harper dal 2011 al 2015 e quello di Justin Trudeau dal 2015 al 2019.
In un momento di crisi interna e internazionale, il Canada ha scelto di affidarsi al «non-politico» Carney, ex governatore della Banca del Canada e di quella dell’Inghilterra, che appena sedici mesi fa aveva annunciato la sua candidatura alla leadership del Partito Liberale, in caduta libera nei sondaggi dopo la lunga premiership di Trudeau.
Dopo l’inattesa vittoria elettorale dello scorso anno, Carney ora può affrontare le numerose sfide con mano più libera. I Liberali potranno far approvare più facilmente le leggi in Parlamento e, scrive la CBC, «il governo liberale potrà superare i voti di fiducia e iniziare a pensare di non dover affrontare nuove elezioni fino al 2029».
In cima all’agenda di governo c’è ovviamente il difficile rapporto con l’amministrazione statunitense di Donald Trump, che in più occasioni ha affermato di voler trasformare il Canada nel 51° stato americano. Un esponente liberale, rimasto anonimo, parlando di recente al Toronto Star, ha descritto i liberali come una «coalizione anti-Trump». Carney aveva raccolto una vera e propria ovazione all’ultimo World Economic Forum di Davos, dove aveva esortato le potenze medie a non sottomettersi a Stati Uniti e Cina, e di sedersi al tavolo negoziale per «non finire nel menu». Nei giorni scorsi, è tornato a fare la voce grossa con gli Usa, rivendicando una maggiore autonomia sul fronte della difesa: «I giorni in cui le nostre forze armate inviavano 70 centesimi di ogni dollaro agli Stati Uniti sono finiti», ha dichiarato, annunciando una svolta nella politica di difesa del Canada, con l’obiettivo di ridurre la forte dipendenza dalle forniture militari statunitensi. Secondo il governo canadese, infatti, attualmente oltre il 70 per cento della spesa per investimenti militari del Paese è destinata a fornitori statunitensi.
Commentando il risultato elettorale, martedì mattina, il primo ministro ha affermato che i canadesi «hanno riposto la loro fiducia nel piano del nostro nuovo governo: accettiamo questo sostegno con umiltà, determinazione e una chiara comprensione di ciò che questo momento richiede. È il momento di unirci per costruire un Canada forte per tutti». Carney ha promesso che i liberali collaboreranno con gli altri partiti, ma ha anche sottolineato che il governo ha «l’ambizione di realizzare i progetti con la velocità e la portata che i canadesi si aspettano».
Il grande sconfitto, il leader dei Conservatori Pierre Poilievre, ha affermato che «i liberali di Carney hanno ottenuto la maggioranza di governo attraverso accordi sottobanco con politici che hanno tradito le persone che li hanno votati», riferendosi ad alcuni deputati che hanno cambiato schieramento passando dal Partito Conservatore a quello Liberale