Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 14 Martedì calendario

Triangolo di denunce tra Roberto Castelli, la vice e la moglie.

Al telefono Roberto Castelli si chiede se sia un pesce d’aprile. «No, non può esserlo, vero? Ormai è passato», si autorisponde. Alla soglia degli 80 anni, da ex ministro della Giustizia ai tempi del secondo e terzo governo Berlusconi (2001-2006), l’altrettanto ex leghista rischia di finire trascinato in Tribunale dalla, per ora non ancora ex, moglie, Sara Fumagalli. Che ha denunciato lui per violenza privata e per lesioni Francesca Losi, vice di Castelli tra le fila del Partito popolare del Nord, il movimento fondato dopo la rottura con Matteo Salvini.
In che cosa sia consistita la violenza privata che Fumagalli, anche lei con un passato nella Lega a livello locale, ha infilato in una querela di cui ora si sta occupando la Procura di Bergamo, non è dato sapere. Ma la vicenda è stata affidata a un vice procuratore onorario e non a un sostituto procuratore, il che fa pensare a fatti di relativa gravità. L’avvocata del Foro di Firenze Amelia Vetrone, che assiste la donna, si limita ad accennare all’esistenza di altri procedimento e si concentra esclusivamente sulle accuse contro Losi, rispetto alle quali è stata fissata la prima udienza davanti al giudice di pace per il prossimo 30 giugno, ore 9.
L’8 novembre 2025, nella casa di Cisano Bergamasco dove i coniugi Castelli da qualche tempo vivono in due appartamenti separati, la vice segretaria federale del Partito popolare del Nord, 50 anni, due figli, attualmente anche candidata sindaco a Lecco, oltre che consigliera comunale a Pontida, avrebbe spintonato con una certa veemenza Fumagalli, «fra l’angolo chiuso del letto e il comodino», spiega l’avvocata Vetrone. Finì al pronto soccorso e fu dimessa con cinque giorni di prognosi per alcune contusioni a livello lombare. Quali ragioni abbiano portato alla presunta aggressione non è chiaro: «Da parte della mia assistita fino a quel momento non c’era stato alcun rapporto teso – dichiara la legale —. Successivamente, visto il comportamento aggressivo da parte della signora Losi, ha ritenuto di procedere per vie legali e si costituirà parte civile».
Impegnata in una campagna elettorale che definisce «bellissima», la diretta interessata sostiene di non avere ricevuto alcun decreto di citazione in giudizio. Certo, ammette di essere al corrente della denuncia, anche perché lei stessa, in seguito a quella mossa, ha controquerelato Fumagalli per percosse. «Ma un’aggressione non c’è mai stata, io non ho mai sfiorato nessuno», assicura Losi. E accenna a un possibile movente, se vogliamo chiamarlo così: «Dietro – afferma – c’è una faccenda familiare, molto personale».
Dal canto suo Castelli si mostra stupito: «Con mia moglie – ammette – viviamo di fatto separati da quasi un anno, abbiamo pochissimi rapporti e quei pochi sono pessimi, ma a me non è stato notificato niente. È una sorpresona».