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 2026  aprile 14 Martedì calendario

Campo largo, Schlein frena sui gazebo e lancia la piazza

Cinquantacinque minuti di intervento in Direzione, trasmesso in streaming, in cui non nomina mai il termine primarie: «Non facciamo l’errore di rinchiuderci in dibattiti politicisti respingenti». Elly Schlein decide di ignorare il problema. Ma proprio nelle stesse ore in cui Giuseppe Conte lancia la sua sfida all’indirizzo della segretaria Pd: «Il M5S non ha mai parlato di alleanza organica, il criterio secondo cui il partito che prende un voto in più esprime il premier è un automatismo che funziona a destra, dove c’è una consuetudine di alleanza, nel campo progressista questa consuetudine non c’è». Dunque, «primarie aperte», anzi «apertissime».
Chi (e sono tanti) nel Partito democratico sperava di evitare i gazebo è avvertito. Il leader del M5S non mollerà la presa. Per lui le primarie sono una vittoria comunque vadano. Tutti i sondaggi lo danno sopra Schlein come candidato premier, ma anche se così non fosse Conte male che vada prenderà almeno un 40 per cento di consensi. Più del doppio dei voti del suo partito. Un’ottima base di partenza per trattare con il Pd da una posizione di forza. Perciò per l’ex presidente del Consiglio le primarie sono l’unica strada. Ma in casa dem si suona un’altra musica.
Nella replica, come nella relazione, Schlein quasi sorvola sull’argomento, benché anche lei abbia un messaggio per il leader del M5S. Una replica e un ammonimento: «Ho già dimostrato di avere la capacità di ribaltare i sondaggi». Come a dire: Conte non ti illudere perché se si andrà alle primarie non sarai tu il vincitore. Dunque il duello tra Conte e la segretaria del Partito democratico prosegue. Ormai è sfida aperta anche se celata dietro sorrisi (un po’ forzati) tra i due e strette di mano a favore di telecamere. Elly Schlein vuole dimostrare che non è Conte a dare le carte e intende rovesciare lo storytelling che l’ex premier sta cercando di costruire. Quindi, dal palco della Direzione dem, la segretaria lancia una proposta rivolta a tutte le opposizioni: «Dobbiamo tornare a mobilitarci per la pace in piazza e dovremmo farlo insieme alle altre forze progressiste e alle altre forze civiche che condividono questa urgenza. Le sentirò per dare la nostra disponibilità a mobilitarci insieme per la pace e per la giustizia sociale».
Cerca di spostare il terreno di gioco, Elly Schlein, e di dimostrare che le redini della coalizione sono nelle sue mani, non in quelle dell’ex premier. In questo senso va anche questa altra sua affermazione. «Ho già dato la disponibilità a Bonelli e Fratoianni per vederci per un tavolo delle forze progressiste sul programma». Il segretario di +Europa Riccardo Magi plaude a questa uscita della segretaria: «Bene, noi ci siamo». Peccato che Conte su questo appuntamento glissi. E ancora, la leader Pd propone anche una grande «assemblea con i giovani».
Schlein va avanti e cerca di galvanizzare il partito: «Meloni è senza visione e progetto, come arrivano a fine legislatura?». Perciò, esorta la leader, «è nostro dovere farci trovare pronti a qualunque scenario e in qualunque momento. Questo governo ha già un record, è il governo rimasto in carica più a lungo senza fare nulla per migliorare la vita degli italiani. Avevano i numeri per fare tutto e non hanno fatto niente».
In Direzione intervengono in molti. Quasi tutti insistono sullo stesso concetto: «Parliamo di questioni di merito e non di primarie». Marco Sarracino definisce il dibattito sul voto nei gazebo «surreale». Stefano Bonaccini osserva: «Nessuno ci chiede delle primarie, la gente da noi vuole risposte ai problemi». Per la minoranza riformista intervengono Fassino e Verini. Il primo avverte: «Sarebbe un errore pensare che il Pd può parlare solo al popolo della sinistra». Il secondo ammonisce: «Teniamoci stretto il pluralismo del Pd. Non consideriamo nemici da cacciare chi ha posizioni diverse». È a Fassino e Verini che Schlein risponde nella sua replica quando assicura: «Il pluralismo è un valore, tutti devono sentirsi a casa, eppoi quando si decide insieme si spinge tutti nella stessa direzione».