Corriere della Sera, 14 aprile 2026
L’azienda Lafarge condannata per aver finanziato l’Isis
Il tribunale correzionale di Parigi ha condannato il colosso del cemento Lafarge e otto ex dirigenti per aver versato circa 5,6 milioni di euro a gruppi jihadisti – Stato islamico, Jabhat al-Nusra e Ahrar al-Cham – tra il 2013 e il 2014, pur di mantenere attivo uno stabilimento nel Nord della Siria. Un importo di una simile mazzetta «mai raggiunto» in nessun altro caso analogo davanti alla giustizia francese, di «eccezionale gravità», che ha contribuito a finanziare attentati anche in Europa. L’ex amministratore delegato Bruno Lafont, 69 anni, è stato condannato a sei anni di carcere. Il tribunale ne ha stigmatizzato «la malafede» e «la viltà»: Lafont sostiene di non essere stato informato dei pagamenti ai jihadisti, ma i giudici non gli hanno creduto: è stato ammanettato e portato via dalla polizia mentre era ancora in aula. Il suo ex braccio destro Christian Herrault ha ricevuto cinque anni. Le altre condanne vanno da 18 mesi a sette anni. Lafarge – oggi parte del gruppo svizzero Holcim – dovrà pagare oltre 5,7 milioni di euro di multe. La presidente del tribunale ha parlato di «vero partenariato commerciale con l’Isis». Le ong Sherpa ed Ecchr hanno salutato il verdetto dei giudici parigini come una «vittoria contro l’impunità delle multinazionali». Lafarge in un comunicato si è invece limitata a «prendere atto» della sentenza.