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 2026  aprile 14 Martedì calendario

I tre fratelli Prevost

«San Rob». «Prega per noi!». «Un giorno sarai Papa». I fratelli del futuro Leone XIV, Lou e John, scherzavano spesso con il piccolo di famiglia, Rob (soltanto i familiari lo chiamano così, gli amici l’hanno sempre chiamato Bob), che fin da piccolissimo era profondamente devoto alla Madonna. È famosa la foto di Louis, il maggiore, con in braccio il neonato che 69 anni dopo sarebbe diventato Papa. Nati a Chicago da famiglia cattolicissima (a messa ogni mattina alle 6.30 prima della scuola), cresciuti nella casetta di mattoni nel sobborgo di Dolton che è già meta di visite da parte dei fedeli, Louis e John erano i più grandi e i due «casinisti» (parola usata testualmente da Louis dopo l’elezione del fratello) mentre il piccolo Robert quello tranquillo, religioso, di poche parole e che correva sempre a interrompere i litigi. Fin da bambino, capì che sarebbe diventato sacerdote: «Quello che la gente non sa è che Rob a tredici anni è partito per il seminario e da quel momento in famiglia l’abbiamo visto solo sporadicamente», ha spiegato John. La vita ha portato Louis, dopo la pensione, a trasferirsi in Florida; John invece ha fatto l’insegnante, come il padre, ed è poi diventato dirigente in una scuola cattolica non lontano da casa, la St. Gabriel, e nei dintorni di Chicago vive anche oggi. Louis è il fratello trumpiano che quando «Rob» divenne Leone XIV cancellò per ovvi motivi il suo Facebook, John il fratello più diplomatico ma anche il più loquace. Si deve a John l’intervista più buffa. L’anno scorso gli chiesero chiamassero il loro fratellino diventato Papa. Ancora Rob? Leone? Santità? Lo chiamano ancora Rob ma c’è sempre una piccola gag, da ex monelli di Chicago: «Quando gli telefono – ha spiegato John – dico: “pronto, parlo con il Santo Padre?”. E lui risponde: “Sì, figliolo”».