Corriere della Sera, 14 aprile 2026
Le reazioni italiane all’attacco di Trump contro il papa
C’è voluto un attacco al Pontefice per trovare, nella politica italiana, qualcosa di simile all’unità nazionale: ma questa volta sì, Donald Trump è riuscito a mettere d’accordo proprio tutti.
Il presidente Sergio Mattarella, nel suo messaggio a Leone XIV per il suo viaggio apostolico in Africa si dice certo che «nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli» per la pace, rivolti «soprattutto alle ultime generazioni, chiamate ad assumere la responsabilità e vivere la gioia del divenire fecondo seme di progresso sociale ed economico per i rispettivi Paesi e comunità».
Giorgia Meloni è costretta a due comunicazioni. Per tutto il giorno, infatti, la sua nota del mattino sul viaggio papale («Possa il ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace») viene bersagliata da buona parte delle opposizioni: «La premier non critica Trump». Con Giuseppe Conte sferzante: «Meloni, “madre, cristiana” forse anche qui “non condanna e non condivide”, come sugli attacchi in Iran?».
E così, verso il tramonto, arriva una seconda nota: «Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre». Meloni sottolinea che «il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra». Ma dalle opposizioni partono le ironie sulla «solidarietà a rate».
È nettissimo Matteo Salvini. Del resto, dall’attacco all’Iran in avanti il vicepremier leghista è stato assai più critico nei confronti di Trump. Parlando a Telelombardia, Salvini parte con un tributo: «Se c’è una persona che si sta spendendo sul tema della pace e sulla soluzione del conflitto è papa Leone». E dunque, «attaccare il Papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare».
Equilibratissimo l’altro vicepremier, l’azzurro Antonio Tajani. Da Beirut il ministro degli Esteri osserva che Leone XIV «è un uomo forte, determinato, parla di fede, parla di pace fin dal giorno in cui è stato eletto Papa. Credo e condivido profondamente il suo pensiero, lo dico da cristiano, quando dice che la pace è un fatto che riguarda ciascuno di noi, l’impegno di ciascuno di noi». Perché «il Papa parla del Vangelo e il Vangelo è un messaggio continuo di pace».
A Montecitorio, in apertura di seduta, il deputato dem Andrea Casu invita a manifestare «a papa Leone tutta la vicinanza e la solidarietà del gruppo del Pd per gli ignobili attacchi ricevuti». E alla richiesta di vicinanza anche Fratelli d’Italia si associa. Il capogruppo Galeazzo Bignami esprime la «piena e forte solidarietà al Santo Padre per gli inaccettabili attacchi subiti. Per FdI il Papa rappresenta una figura di riferimento non soltanto sul piano spirituale. Una guida per tutto l’Occidente le cui radici affondano nei valori della cristianità». Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ricorda su X «un detto italiano: scherza sui fanti ma lascia stare i santi...». Anche da Bruxelles, con Nicola Procaccini, FdI esprime «sconcerto per le parole del presidente Trump». Mentre il ministro alle Imprese Adolfo Urso non vuole entrare nella vicenda: «Quello che mi interessa è la stabilità del mio Paese e la stabilità che il governo può assicurare in questo momento».
Elly Schlein apre la direzione del Pd parlando proprio del tema del giorno: «Gli attacchi a papa Leone da parte di Trump sono gravissimi, inaccettabili, e aprono uno scontro senza precedenti». Perché «un attacco di questo tipo non ha precedenti nella storia». Mentre per Rosy Bindi «Trump si conferma un cinico avventuriero che usa la religione al servizio del suo potere, un pericoloso capo politico privo di coscienza morale».
Per Giuseppe Conte, leader del M5S, l’attacco di Trump «è stata una pagina molto triste a livello internazionale, attaccare il Papa in modo così scomposto... Il Papa ha risposto perché nella tradizione cristiana c’è anche il tema della compassione». Matteo Renzi ironizza: «I Trump passano, i Papi restano». E Leone XIV «è il vero interprete dell’American dream, laddove Donald Trump è interprete dell’American nightmare», l’incubo americano. Mentre per Nicola Fratoianni (Avs) «forse Trump vorrebbe una benedizione, ma le sue bombe e le sue guerre, come ogni bomba e come ogni guerra, sono maledette».