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 2026  aprile 13 Lunedì calendario

Scoppia un caso affitti d’oro per il principe William

Un nuovo scandalo finanziario scuote la Corona britannica, mettendo nel mirino la gestione dei patrimoni privati dell’erede al trono. Un’inchiesta congiunta condotta dal Sunday Times e dal programma Channel 4 Dispatches ha rivelato come il Principe William abbia incassato cifre milionarie da una struttura penitenziaria di fatto inutilizzabile, alimentando un acceso dibattito sulla trasparenza dei redditi reali e sull’opportunità di tali accordi commerciali con le istituzioni pubbliche.
Al centro della vicenda c’è lo storico carcere di Dartmoor, situato nel Devon. Secondo quanto emerso dall’indagine giornalistica, il Principe William, attraverso il Ducato di Cornovaglia, ha ricevuto almeno 2,5 milioni di sterline, circa 3 milioni di euro, di denaro pubblico dal Ministero della Giustizia britannico a titolo di affitto.

Il dettaglio che ha sollevato l’indignazione pubblica riguarda lo stato della struttura: l’istituto penitenziario è stato infatti completamente svuotato da oltre un anno. La decisione di trasferire tutti i detenuti era stata presa a causa del rilevamento di livelli pericolosi di gas radon, una sostanza radioattiva naturale che rendeva i locali insalubri. Nonostante l’assenza di personale e detenuti, il flusso di denaro pubblico verso le casse del Principe non si è mai interrotto.
Questa rivelazione si inserisce nel più ampio filone dei cosiddetti «Duchy Files», documenti che analizzano i proventi generati dai due grandi patrimoni immobiliari della famiglia reale: il Ducato di Cornovaglia, gestito da William, e il Ducato di Lancaster, gestito da Re Carlo III. L’inchiesta evidenzia una fitta rete di contratti di locazione tra la monarchia e lo Stato, che includono non solo carceri, ma anche ospedali, scuole e caserme.
La gestione di Dartmoor è diventata il simbolo di una frizione istituzionale: i rappresentanti di William hanno difeso l’operazione dichiarando che l’affitto riflette «accordi consolidati negoziati su una base commerciale standard» e che sono in corso discussioni con il Ministero per una soluzione «equa e sostenibile».
Nonostante le dichiarazioni ufficiali, l’entourage dell’erede al trono si è rifiutato di fornire i dettagli esatti sulle imposte versate in relazione a questi specifici redditi da locazione, alimentando le critiche dei parlamentari che chiedono maggiore chiarezza.
Il tempismo dello scandalo è particolarmente delicato per la Casa Reale. La monarchia sta attraversando una fase di vulnerabilità, complice la persistente ombra dello scandalo legato al Principe Andrea e ai suoi rapporti incriminanti e controversi con Jeffrey Epstein. Sebbene William avesse recentemente promesso un regno più moderno, arrivando a rinunciare ad alcuni antichi privilegi feudali sui suoi possedimenti dopo le proteste dei residenti, la vicenda del carcere di Dartmoor sembra muoversi in direzione opposta.
Il Parlamento britannico è tornato a chiedere con forza una riforma nella gestione dei patrimoni reali, sostenendo che sia ormai inaccettabile che l’erede al trono tragga profitti milionari da strutture pubbliche inagibili, pagate con i soldi dei contribuenti, in un momento di crisi economica generale.