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 2026  aprile 13 Lunedì calendario

Beppe Braida parla della sua carriera

Beppe Braida si è fatto conoscere al grande pubblico a Zelig e poi a Colorado prendendo in giro i Tg e l’informazione in Italia. Ma non solo. È stato protagonista in “Buona Domenica”, poi “Tutti pazzi per la tv” con Antonella Clerici fino a quando, nel 2009, improvvisamente il telefono ha smesso di squillare. «Sono sparito dalla tv – racconta ad Alessandro Dell’Orto in un’intervista a Libero – e non so il perché, ma ho reagito ripartendo dalle piazze». Il suo ultimo spettacolo? “Piano B – l’involuzione”. Uno spettacolo «nato nella follia dilagante post Covid, mi esibisco in mezzo alla gente e diventa un dibattito per comprendere i dubbi, le perplessità, i vizi e le poche virtù di una società ormai alla deriva».
Beppe Braida si racconta
Quando la gente lo ferma per strada e lo riconosce gli chiede «Perché non ti vediamo più in tv?». La sua risposta? «Una volta dicevo cose assurde tipo “ora mi occupo degli spurghi dei pozzi neri”, ma ora, essendo la domanda sempre più ricorrente, concludo con “non lo so, bisognerebbe domandarlo a quelli della tv”». Beppe non è nemmeno stato invitato “Zelig 30”, le puntate celebrative per festeggiare l’anniversario della trasmissione «Non lo so e mi è spiaciuto, avevo pronto un nuovo “Tg” da proporre per l’occasione».
Al quotidiano Libero si descrive come «un bambino posseduto dal demone della “cretineria”: fin da piccolo mi metto allo specchio e faccio le imitazioni con le parrucche comprate in cartoleria e con le vestaglie di mia madre».
Frequenta la scuola di Geometra «ma al quarto anno mi cacciano perché ho 7 in condotta: doppio gli insegnanti facendogli dire cose irripetibili, tutta la classe ride e i prof non gradiscono...».
Ci prova con la musica, la batteria, ma va malissimo. Parte per il militare, entra nei carabinieri. Poi li lascia per provare nello spettacolo. Il suo inizio? «Partecipando a festival e concorsi di comicità. Il primo in assoluto è a Genova nel locale “Diva Club” e porto una sorta di monologo, scritto da me, sui contrasti con i genitori» Purtroppo va «malissimo però non mi scoraggio. È una mia caratteristica da sempre: mai mollare».
E fa bene perchè Beppe a fine Anni ’80 e inizio Anni ’90 partecipa al “Cabaret Amore Mio” di Grottammare, «poi vinco il “Festival Nazionale di Cabaret” di Bordighera e mi aggiudico il “Premio Charlot” a Paestum». Qualcosa si muove, anche se ancora troppo lentamente. Poi nel 1991 approda al “Tg delle vacanze”. «Merito di Mirko Setaro dei “Trettrè”, il primo a credere in me. I “Trettrè” vengono a Torino a fare uno spettacolo, vado a conoscerli nei camerini e lascio a Mirko tutto il materiale scritto da me fino a quel momento. Dopo tre mesi mi chiama, dice che gli è piaciuto e mi propone di diventare uno degli autori del “Tg delle vacanze”. E ogni tanto mi mette pure in video a fare le telepromozioni...».
A Libero poi racconta i passi successivi quando partecipa al “Seven Show”, una delle prime trasmissioni comiche su Italia 7, e soprattutto a “Retromarsh” su Tmc. «Dove, oltre ai “Trettrè”, ci sono altri big come “Gaspare e Zuzzurro” e Gianfranco D’Angelo. Per me è come essere a Gardaland...».
Ma per vivere serve ancora altro. Così anche «per accontentare i miei, parallelamente, lavoro alla Fiat: mi occupo di termostati non capendone assolutamente nulla. Il problema è che, facendo spettacoli e tornando ogni notte alle 5, la mattina mi presento sempre in ritardo. E così dopo tre anni un dirigente mi dice: “Braida, ma lei sa a che ora si inizia a lavorare qui dentro?”. E io: “Che ne so, quando arrivo io voi ci siete già tutti”. Così si conclude il rapporto magico con la Fiat».
L’esperienza alla Fiat finisce quando Beppe Braida ha 31 anni. Si guarda allo specchio e si fa una promessa: «Se entro i 40 anni non combino niente apro un agriturismo». Ma a 38 arriva il successo con “Zelig”. «A Roma, in quel periodo, c’è una manifestazione chiamata “Euro cab”, dove i migliori locali di comicità portano gli artisti più bravi. Ci vado per il “Cab 41” di Torino e, quando mi esibisco, mi vedono gli autori di “Zelig” che mi chiedono di lavorare con loro». Da lì cominica il suo Tg e il tormentone con la parola “attentato”.
E Beppe Braida fa irruzione anche nello studio del Tg4 di Emilio Fede: E Fede? «Dovevamo condurre insieme una puntata di “Striscia la notizia”, ma all’ultimo ha rinunciato. Un paio di volte, però gli ho fatto irruzioni in ufficio e anche al Tg4 in diretta. Si è incazzato tantissimo: “Sbattetelo fuori”, urlava. E ancora: “Cacciatelo, comunista”».
L’anno successivo, poi, introduce l’inviato Mingozzi. «Mi sembra la giusta prosecuzione e l’ispirazione arriva dalle vicende di Fede e Paolo Brosio». 
Beppe vuole cambiare personaggio, togliersi quell’etichetta ma non ci riesce. «In quegli anni, a “Zelig”, chiedo di cambiare e presentarmi diversamente al pubblico, magari interpretando Beppe Braida tra la gente. Però non me lo permettono e allora nel 2007, quando arriva la proposta di condurre “Colorado”, saluto e me ne vado». Un bel rischio. «Un triplo salto mortale perché “Colorado” in quel periodo non va benissimo come ascolti, mentre io lascio una corazzata».
Vince la scommessa portando il programma, nel ruolo di capo comico, a più di 3 milioni di spettatori. Ma non basta a quanto pare. Perché una mattina legge su un sito: «“Nicola Savino fa fuori Beppe Braida”. Mi arrabbio, ma siamo nel rutilante mondo dello spettacolo e solo un babbeo si stupirebbe troppo. L’unica cosa da fare è ripartire». Ci prova con Antonella Clerici ma poi il telefono non squilla più. Nel 2011 torno a Mediaset «perché entro nel cast di “Saturday Nght Live from Milano”, ma poi basta».
Dopo 10 anni lontano dalla tv, nel 2021 riappare come concorrente de “L’isola dei famosi”. «Siamo in piena pandemia, i miei spettacoli saltano e ne devo annullare 67. Un disastro. Quando mi propongono il reality – pur non amando quel tipo di programma – accetto: piuttosto che stare spiaggiato sul divano di casa meglio stare spiaggiato su un’isola dell’Honduras». Ma è costretto a lasciare dopo un mese: «Mi dicono che mio padre ha il Covid ed è in ospedale, mentre mia mamma è a casa asintomatica. Inevitabile tornare in Italia». Ora il suo sogno «è quello di tornare con un mio spettacolo in tv».