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 2026  aprile 13 Lunedì calendario

Firenze dichiara guerra alle scuole di cucina

L’imperativo è bloccare la crescita del «mangificio», la progressiva e inarrestabile scomparsa dal centro storico di Firenze di botteghe artigianali, librerie, negozi storici e di prossimità, sacrificati sull’altare del turismo di massa, che impone il proliferare di ristoranti, fast food, pokè, gelaterie, vinerie e di qualunque altra attività collegata al cibo veloce ed economico.
È la bussola che ha orientato l’azione della giunta di Palazzo Vecchio, dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Sara Funaro, che ha varato poco prima di Pasqua il nuovo regolamento Unesco e la regolamentazione delle attività economiche nell’area di Firenze nell’elenco dei patrimoni dell’Umanità. La delibera della giunta, che proroga il regolamento di 5 anni, fino al 2031, conferma il divieto di nuove attività di somministrazione di cibi e bevande e prevede il blocco al trasferimento di attività esistenti in altri spazi nelle strade più assediate dal mangificio.
Inoltre, introduce due novità che possono sembrare originali, addirittura strampalate, ma solo per chi non sa come è cambiato il centro storico di Firenze: il divieto di nuovi dispositivi ATM e il blocco delle scuole di cucina, ribattezzate cooking class anche nella patria dell’italiano e dell’Accademia della Crusca. «Le scuole di cucina – spiega l’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico Jacopo Vicini, il padre della nuova delibera – sono il nuovo sistema trovato per aggirare il blocco dell’apertura di nuove attività di ristorazione. Con la scusa di insegnare a fare la pasta a mano o il tiramisù, queste scuole servono pasti e vino, diventando di fatto ristoranti fuori controllo. Noi abbiamo mappato 42 cooking class nell’area Unesco, attività regolarmente iscritte alla Camera di Commercio. Queste resteranno attive, ma da ora in poi, chi vorrà aprire una scuola di cucina, dovrà avere una licenza di ristorante».
L’assessore Vicini è sicuro che il Consiglio comunale fiorentino oggi (lunedì 13 aprile) approverà il nuovo regolamento, con i blocchi che dureranno 5 anni. Forse è un po’ ottimista sul numero delle cooking class, perché è bastato cliccare su Tripadvisor o su Viator per vedere un elenco di 249 scuole di cucina a Firenze, che offrono corsi da 3 a 6 ore di pasta fatta a mano, di gelato, di pizza e tiramisù, con prezzi che variano da 15 a 25 euro l’ora per adulto, vino illimitato e tour al mercato centrale di Firenze o in un casolare nella campagna toscana. «Noi abbiamo censito – ribatte Vicini – le scuole regolari nel centro storico, con divieti più stringenti nelle strade più sature, come Borgo La Croce, San Lorenzo e via dei Neri. Su Tripadvisor ci sono scuole che hanno più corsi di cucina, altre sono fuori dall’area Unesco e non sono controllabili facilmente. Può sembrare strano anche il divieto di nuovi ATM, ma sono spuntati come funghi, sono esteticamente sgradevoli e prevedono commissioni elevate per i turisti».
La sindaca di Firenze Sara Funaro inserisce le nuove regole in una cornice più ampia. «Il nostro centro storico ha bisogno di essere rispettato e noi siamo impegnati a tutelarlo nel migliore dei modi. I flussi turistici generano fenomeni sempre nuovi che dobbiamo affrontare ogni qualvolta rischiano di danneggiare la vivibilità delle nostre strade e l’autenticità delle nostre attività, proprio nel momento in cui siamo a valorizzare l’immenso patrimonio di storia e conoscenza delle nostre botteghe e dei laboratori artigiani fiorentini. Con il rinnovo del regolamento dell’area Unesco – aggiunge la sindaca – che già salvaguarda con un blocco le nostre strade da nuove attività alimentari e di somministrazione, regolamentiamo anche il fenomeno delle cooking class, che è in grande crescita e che finora ha seguito poche regole e confuse. Va detto che nel settore turistico la realtà supera in velocità qualsiasi previsione; per questo in un anno siamo dovuti intervenire con numerosi regolamenti e divieti, tra cui quelli per le keybox, per gli altoparlanti delle guide turistiche, per le golf car e per gli Atm fuori dai negozi».