lastampa.it, 13 aprile 2026
Molotov e colpi di pistola contro la casa di Sam Altman
abitazione di Sam Altman, considerato il papà di ChatGpt, Ceo della società OpenAI, ha subito due distinti attacchi nel giro di 72 ore. Prima il lancio di una bottiglia Molotov contro casa sua, a San Francisco, poco dopo le 4 del mattino di venerdì: il sospettato, identificato come Daniel Alejandro Moreno-Gama, un ventenne originario del Texas, aveva lanciato l’ordigno contro il cancello metallico della proprietà, provocando un principio di incendio al cancello esterno della proprietà subito domato dal personale di sorveglianza.
Successivamente l’uomo si era presentato presso il quartier generale di OpenAI a Mission Bay rivolgendo minacce esplicite prima di essere arrestato.
E ieri, invece, i colpi di pistola, sempre nei pressi dell’abitazione di Altman. Secondo i rapporti forniti dal Dipartimento di Polizia di San Francisco, una berlina Honda ha percorso nella notte tra l’11 e il 12 aprile le strade di Russian Hill fermandosi nei pressi della proprietà di Altman. In quel momento, un passeggero ha sporto il braccio dal finestrino esplodendo almeno un colpo in direzione dell’edificio, prima di dileguarsi rapidamente.
Il personale addetto alla sicurezza della residenza ha immediatamente allertato le forze dell’ordine, fornendo i filmati delle telecamere di sorveglianza che hanno permesso di identificare la targa del mezzo che è risultato essere di Amanda Tom, una giovane di 25 anni residente a San Francisco. Insieme a lei è stato fermato Muhamad Tarik Hussein, di 23 anni.
La sede di OpenAI, situata su una strada trafficata di San Francisco, è stata già presa di mira in passato. Lo scorso febbraio, la polizia ha arrestato cinque manifestanti che si erano piazzati all’ingresso dell’edificio rifiutandosi di andarsene. Facevano parte di una protesta più ampia organizzata dal gruppo Stop AI, che sostiene che l’intelligenza artificiale rappresenti una minaccia esistenziale per l’umanità. A maggio, la polizia di San Francisco è intervenuta per una senza tetto che sosteneva che la sua vita fosse minacciata da OpenAi.
Altman si è poi sfogato sul proprio blog personale, legando la violenza subita alla pubblicazione di una lunga inchiesta apparsa sul New Yorker: “Sam Altman può controllare il nostro futuro: ci si può fidare?” realizzata dal giornalista premio Pulitzer Ronan Farrow con Andrew Marantz. Nel blog Altman parla del “potere delle parole” che ha sottovalutato e ribadisce che l’Intelligenza Artificiale andrebbe democratizzata e che le decisioni che la riguardano non possono essere appannaggio di pochi.