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 2026  aprile 13 Lunedì calendario

La storia della donna che lascia decidere tutto a ChatGpt

Nel 1971 lo psichiatra newyorkese George Powers Cockcroft aveva pubblicato, con lo pseudonimo Luke Rhinehart, L’uomo dei dadi: un cupo what-if esistenziale sul caso e sull’identità, in cui il protagonista si affida al tiro dei dadi ogni volta che deve decidere alcunché. Il protagonista è anche lui uno psichiatra, di successo ma annoiato; del resto l’espediente del tiro dei dadi lo aveva messo in pratica, fin da giovanissimo, l’autore stesso. 
«Se esce un numero da due a sei, farò quello che avrei fatto comunque: riporterò i bicchieri sporchi in cucina, mi laverò i denti, prenderò una doppia aspirina, andrò a letto accanto a mia moglie addormentata e magari mi masturberò discretamente pensando ad Arlene. Ma se esce un uno, farò quello che voglio davvero fare: so che Arlene è a casa da sola stasera, quindi andrò dall’altra parte del corridoio, busserò alla sua porta e andrò a letto con lei». 
I dadi e il nichilismo che li accompagna danno presto alla vita dell’uomo dei dadi una deriva nera. Ho pensato a lui quando l’algoritmo del mio Instagram mi ha proposto – avrà beccato la mia indecisione cronica – un particolare caso umano al cui profilo sarà dedicata la Big Bubble di oggi: Upgrading Katie, una che anziché tirare i dadi ha delegato ogni decisione all’intelligenza artificiale. Leggete fino in fondo prima di darle della sciocchina! 
Katie è una donna di 32 anni con due figli; mi pare in attesa del terzo (o sta solo riciclando vecchi video?). Casalinga con un passato da recruiter, vive in un Paese anglofono ed è uscita da una depressione post-partum, dice, grazie all’aiuto dell’intelligenza artificiale. Non parla di depressione, ma dice che essere madre è difficilissimo, e che prima di abbonarsi a ChatGpt faceva fatica perfino ad uscire dal letto. 
Dopo l’abbonamento, ha invece descritto all’intelligenza artificiale la sua vita dei sogni, nel dettaglio, e le ha detto di voler essere guidata quotidianamente con liste di azioni concrete proprio verso quella vita. «Leggo gli ordini e li eseguo. Sempre, senza variare mai. Non mi fido della mia motivazione. Seguo solo le liste». 
Katie chiede all’Ai ogni giorno cosa fare: come alzarsi dal letto senza averne nessuna voglia? (fare cento salti di corda per svegliarsi meglio, mettere via il cellulare). Come vestirsi? Truccarsi o no? (sì: l’Ai le ha consigliato un ottimo mascara marrone). Lavarsi i capelli? Stare in casa o andare al parco? (Al parco, e portarsi un panino. Cosa mettere nel panino? Pomodori, maionese, spinaci, mozzarella). 
Come aiutare il corpo a ottenere una nuova gravidanza? Cosa far fare questo pomeriggio ai bambini? Come prepararsi alla primavera? (pianificare i pasti della settimana con il metodo 5-4-3-2-1, cioè cinque verdure, quattro frutti, e così via; pulire i battiscopa con la «gomma magica»; mandare un messaggio a un’amica, che con l’inverno a volte si è trascurata). 
Katie riceve grata ogni indicazione dell’intelligenza artificiale, e «anche se mi manca una parte del mio cervello», essere madre «è per me a volte talmente difficile e schiacciante» che l’aiuto di Chat-Gpt è più che gradito, necessario. Non si vede del resto attorno a Upgrading Katie né un marito né un nido d’infanzia né una madre né personale a pagamento né un’amica che passava di lì (forse l’upgrade Katie deve farlo al suo entourage, e non al suo carattere?). 
Katie gestisce i suoi bambini e la sua «vita dei sogni» completamente da sola, la casa non è mai in disordine, nei video c’è sempre il sole, lei è sempre sorridente e a volte si incolpa di essere «un po’ lenta a cominciare un’attività» o «molto disordinata» o depositaria di terribili difetti di carattere che «qui non vi mostro, ma credetemi, sono terribili» (nel video successivo li mostra: la casa sembra in ordine ma poi se apri gli armadi dentro tutto è alla rinfusa, che vergogna). 
L’esperimento dura da sei mesi: chi lo segue da sei mesi – 154 mila seguaci, significa circa mille nuovi al giorno – avrà certamente notato che le domande che Katie fa al bot sono cambiate. Prima pratiche, poi praticamente esistenziali. Ieri Katie ha chiesto a Chat-Gpt un parere generale su come conduce la propria vita, e dove potrebbe migliorare. L’intelligenza artificiale, come le migliori amiche stronze, non si è certo risparmiata. «Sei disordinata, non hai in mano la tua vita, da fuori sembri a posto poi basta grattar via uno strato e non lo sei per nulla. Hai troppe cose da fare, e così hai la scusa per non prenderne sul serio nessuna. Dici che per te è importante fare ginnastica e non fai mai ginnastica». Ma i chatbot delle intelligenze artificiali non erano quelli che davano sempre ragione? 
Ed ecco qui dov’è che guadagna Katie. Per farsi dare consigli veri da ChatGpt, spiega, bisogna addestrarlo nel modo giusto cioè scrivere i giusti prompt. Quando ha deciso di affidargli la sua vita, per esempio, Katie gli ha detto: «Sei il mio life coach professionista. Il tuo lavoro è capire i miei obiettivi, i miei limiti e le mie priorità in termini di denaro, lavoro, vita personale, salute, relazioni e stile di vita. Fammi un colloquio e risponderò a una domanda per volta». 
E va bene, questa era gratis. Poi si va sul suo sito, e Katie offre un prompt per tutto. Gestione dell’armadio: per 9 dollari, le istruzioni da dare a Chat-Gpt per farsi dire cosa tenere e cosa buttare. Gestione dei pasti: altri 9 dollari, ricette per tutta la settimana a partire da cosa hai in frigo. Piano delle pulizie settimanali: 9 dollari. Gestione del denaro: come spendere meno (costa 10 dollari, si commenta da sé). «Sistema dei sogni»: digli i tuoi sogni e lui ti dirà il piano dei prossimi 12 mesi per seguirli e raggiungerli, e questo è più caro, 37 dollari. Voi li paghereste? Aspettate a rispondere no. 
Ieri ho condotto sul mio Instagram un artigianale sondaggio, chiedendo ai miei seguaci per cosa usino l’intelligenza artificiale. Ho ricevuto 309 risposte, di seguito qualcuna. Interpretazione dei sogni, lettura I-Ching (ho chiesto se è brava l’Ai sull’I-Ching, risposta: no, bluffa). Ricette per gli ingredienti che ho in frigo. Di organizzarmi una vacanza. Se posso mangiarmi una bufala prima di una maratona (ma secondo te puoi???). A quanti grammi di ceci secchi corrispondono 230 grammi di ceci cotti. Lista della valigia (odiando farmi le valigie le ho chiesto se era benfatta: la rispondente dice di essere partita senza scarpe). Piano astrale per capire se riuscirò mai a cambiare lavoro (Katie ti direbbe che devi prima cambiare prompt). 
Una ha chiesto a ChatGpt cosa dire al prete in confessionale, e l’Ai le ha pure risposto; ben quattro dei rispondenti dicono di affidare all’Ai i loro sogni, per farseli interpretare, siete pazzi? Doniamo a queste banche dati pure l’inconscio? Come fare addormentare mia figlia. Come togliere il nero alle seppie. Come disinfeltrire un golf di lana infeltrito (questa la so persino io: non si disinfeltrisce). Se avevo fatto bene a lasciare mio marito. 
Per onestà aggiungo le mie domande a ChatGpt, non meno minime: calorie bruciate in una passeggiata di un’ora a passo spedito; il perito del mutuo non mi risponde, quando posso richiamarlo; ho trovato un sacchetto di monete in cantina, come pulirle; che differenza c’è di gusto tra coste e pak choi; devo fare aggiustare il finestrino della mia macchina che non sale più? 
Amici, cari lettori, come posso chiudere questa mail se non rivolgendo a noi tutti un accorato appello: e cioè, possiamo farcela? C’è una sola di queste domande (comprese quelle di Upgrading Katie) a cui non siamo in grado di dare una risposta da soli? Declino di responsabilità per declino di responsabilità, non sarebbe uguale a questo punto tirare i dadi?