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 2026  aprile 13 Lunedì calendario

Intervista a Giucas Casella

Vero mago e illusionista o solo uomo di spettacolo?
«Io sono un mentalista. Non faccio illusioni ma creo emozioni con la mente».
Gabriella Carlucci la definì un ciarlatano.
«C’era una sana rivalità, eravamo competitivi: lei faceva Buona Domenica e io Domenica In con Mara Venier. Ogni settimana era una sfida tra Rai e Canale 5. Io la spuntavo sempre però, sia chiaro».
«Paragnosta, figlio di gran paragnosta»: parola di Gigi Sabani.
«Gigi mi consacrò grazie alle sue imitazioni e al tormentone “solo quando lo dico io” che ancora porto nei miei spettacoli».
Per essere un buon paragnosta, bisogna essere anche un discreto cialtrone?
«Non cialtrone. Bisogna essere un paragnosta “gran figlio di paragnosta”».
Ciarlatano o artista, stregone de’ noantri o vero ipnotista, venditore di fumo o quasi sensitivo, ci è o ci fa: Giucas Casella da 50 anni gioca su un’ambiguità che è diventata anche la sua fortuna economica.
Quando ha capito di avere un potere diverso dagli altri?
«Fin da bambino. Mia madre era sordomuta e riuscivo a comunicare con lei attraverso gesti ma anche attraverso la telepatia. A 6 anni caddi in un pozzo, urlavo, chiamavo mamma ma lei non poteva sentirmi. Attraverso la telepatia me la trovai al bordo del pozzo che mi tirava fuori dall’acqua».
La prima ipnosi?
«Una vipera. Preso dallo spavento mi immobilizzai e lei si bloccò. Poi iniziai a farlo con galline, conigli e rospi».
La prima persona che ha addormentato al suo volere?
«I miei compagni di scuola. Facevo dei piccoli spettacoli, loro non mi temevano anzi erano divertiti, mi vedevano come un tipo strano. Il problema erano i genitori che pensavano fossi indemoniato».
Ci voleva un esorcismo.
«Mia madre infatti mi portò da don Sarullo, il prete di Termini Imerese, che spiegò che il mio era un dono e non c’era nulla di satanico.
Organizzò addirittura uno spettacolo in parrocchia per le famiglie dei miei compagni e mi diede il nome d’arte: Giucas, dalle prime tre lettere di nome e cognome, Giuseppe Casella».
La svolta?
«Ero stanco di fare il fachiro sulle navi da crociera. Feci uno spettacolo di addio al Bagaglino a Roma e tra il pubblico era presente la segretaria di Baudo che mi vide e mi propose un incontro con Pippo a Catania per Antenna Sicilia. Lui mi diede 5 minuti per esibirmi. Feci il primo esperimento con le mani legate e scoppiò il delirio. Mezzo teatro rimase con le mani incollate. Baudo rimase colpito al punto che mi portò subito con lui a Domenica In».
Più grato a Baudo che l’ha scoperta o a Mara Venier che l’ha ha consacrata?
«A entrambi per motivi diversi. Baudo perché mi ha scoperto e fatto diventare un personaggio popolare. Mara perché ha creduto in me e mi ha dato una seconda vita, tirando fuori anche un lato nuovo del mio personaggio, che neanche io conoscevo, più ironico e divertente».
A chi è scettico sulle sue capacità cosa risponde?
«Che grazie al loro scetticismo io sono andato avanti per 50 anni».
Il numero più pericoloso mai fatto?
«La sepoltura. Ero anche abbastanza incosciente. Sono stato per 40 minuti sotto due metri di terra con una tavola sopra il corpo per non essere schiacciato dalla terra e che mi permetteva di respirare grazie a tecniche di yoga e training autogeno. Una distrazione però sarebbe stata fatale: tirarmi fuori in tempi record non sarebbe stato semplice».
L’esperimento estremo che non ripeterà?
«L’apnea. In una diretta ho rischiato grosso. Sono rimasto chiuso ermeticamente in una botola piena d’acqua per 6 minuti. Il coperchio non voleva saperne di aprirsi e quei secondi sembravano un’eternità, non respiravo più. Ho avuto davvero paura».
Buone le lamette da mangiare?
«Quando facevo il fachiro nelle piazze e sulle navi da crociera mandavo giù di tutto, le lamette basta sminuzzarle bene prima di mandarle giù».
Per le ustioni sui carboni ardenti «Striscia la notizia» la prese in giro.
«Dovevo battere il record di camminata sui carboni ardenti per la televisione greca, ma durante il percorso un carbone appuntito mi si è conficcato sotto la pianta del piede e ho perso la concentrazione. Ho portato a termine l’esperimento facendo finta di nulla, ma lo dissi a Mara perché la domenica sarei andato in onda zoppicante. Lei ebbe la brillante idea di chiamare Antonio Ricci per condividere il disastro».
Ha bloccato migliaia di tedeschi con le mani intrecciate.
«Fu fantastico. Feci il numero delle mani legate in diretta il sabato sera nel programma di punta della tv tedesca. Anche un ministro rimase bloccato. Il giorno dopo i giornali titolavano: Achtung Casella».

In stato d’ipnosi ha fatto spogliare Cannelle, che poi denunciò il programma.
«Sì, ci rimase male. Anche se a mio avviso è stata l’ipnosi più bella e sensuale di tutta la mia carriera. Lei era di una bellezza incredibile».
I più ricettivi all’ipnosi?
«La più carica di energia è senza dubbio Carmen Russo».
A un certo punto il direttore di rete Agostino Saccà vietò i numeri di ipnosi a «Domenica In».
«Fu un vero e proprio caso. Ero andato oltre. Quando mi sono fatto attraversare il corpo dalla corrente, con un supervisore e un’apparecchiatura famosa, la bobina di Tesla, intervenne persino il Vaticano. A Domenica In si creò il panico. Feci la sepoltura, l’apnea, l’immersione sotto il ghiaccio, addormentai i coccodrilli: oggi sarebbe improponibile replicare anche solo uno di questi esperimenti. Ci fu uno stop e da quel momento Mara pensò bene di farmi fare l’oroscopo».
Simona Ventura e Iva Zanicchi l’hanno fregata: non è riuscito a ipnotizzarle e loro hanno messo in dubbio le sue capacità.
«Se c’è una cosa che ho imparato nella vita è a non prendermi sul serio, il mio motto è “l’acqua mi bagna e il vento mi asciuga”, mi faccio scivolare tutto addosso. Con Simona iniziò per gioco, non cedette alla mia ipnosi e venne fuori un tormentone che ripeteva ogni settimana. Con Iva non potrei mai prendermela, la adoro: può dire qualsiasi cosa».
Dopo un periodo buio, Fazio l’ha riportata in auge, a «Che tempo che fa».
«Fabio è il mio terzo padrino. Gli devo tantissimo. È stato l’artefice della mia terza giovinezza e rinascita».
Che ci fa con tremila Barbie?
«In realtà se ne occupa il mio assistente Giuseppe Cinelli che le conserva in modo maniacale perché non possono essere esposte alla luce, né al fumo né all’umidità. Sono un vanto: sono state esposte a eventi internazionali, per collezionisti da tutto il mondo».

La volta che l’hanno pagata di più?
«La televisione cilena e un casinò in Svizzera. Ma non chiedetemi quanto».

Si è portato la tintura per capelli all’«Isola dei famosi»: non si rassegna ai capelli bianchi?
«Mai rassegnarsi. Il colore della mia tintura ormai è un brand. Malgioglio l’ha definita color Casella».

Nel 1995 ha raccontato di aver fatto un viaggio al di fuori del suo corpo e «per quattro minuti ho vissuto nella condizione delle anime nell’aldilà». È difficile crederle, ma visto che sembra saperne, ci dica: cosa c’è dopo la morte?
«C’è la pace dell’anima, la bellezza, la rinascita».
Andrà in Paradiso o all’Inferno?
«All’Inferno: per le mie camminate sui carboni ardenti troverei le condizioni ideali».