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 2026  aprile 13 Lunedì calendario

Le reazioni italiane alla vittoria di Magyar

La sconfitta di Viktor Orbán è stata netta. E la premier Giorgia Meloni non esita ad ammetterlo: «Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro». Parole che la premier ha affidato ai social, lei che non ha mai nascosto di fare il tifo per l’ormai ex primo ministro ungherese. Lo ha chiamato «amico» nel messaggio di ieri e lo ha ringraziato per «l’intensa collaborazione» di questi anni. «Italia e Ungheria – ha poi aggiunto – sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia e sono certa che continueremo a collaborare».
Gioisce il vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia): «In un momento di grande incertezza, ancora una volta il Partito popolare europeo viene scelto come forza rassicurante e garante della stabilità in Europa». Dello stesso tono i commenti del ministro della Difesa Guido Crosetto («Vince il centrodestra vicino al Ppe») e di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati: «Siamo fortemente ancorati ai principi ed ai valori del popolarismo europeo e riteniamo che la vittoria del conservatore moderato Magyar, espressione del Ppe, sia un tassello importante per continuare a costruire un’Europa più forte».
Esultano le opposizioni. Elly Schlein, segretaria del Pd, non ha dubbi: «La sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria? Trump e Putin perdono uno dei cavalli di Troia in Europa. Ora Giorgia Meloni non ha più scuse. Vogliamo un governo italiano che guidi la svolta di un’integrazione europea maggiore. Il tempo dei sovranisti è finito».
Duro anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle: «Orbán ha perso. È un passaggio politico davvero significativo anche per le ricadute in Europa e a livello internazionale. Ha perso chi ha condotto le istituzioni verso una svolta autoritaria e illiberale. Nonostante questo anziché difendere i nostri valori e i nostri interessi, la premier Meloni e il vicepremier Salvini in questi mesi sono apparsi negli spot elettorali a favore di Orbán al pari di Netanyahu, umiliando l’Italia e la Costituzione».
Matteo Renzi (Italia viva) è stato il primo a commentare i risultati: «E dopo sedici anni Orbán va ko. Dopo Canada e Australia, ecco l’effetto Trump anche in Ungheria. Ma non sottovalutiamo il tocco magico Meloni, ormai re Mida al contrario. Ma che splendida domenica!». Pure Carlo Calenda (Azione), è entusiasta: «Una grande giornata per l’Europa e per chi vuole tenere la Russia lontana da noi! Complimenti a Magyar e al popolo ungherese. Avanti».
Polemica Ilaria Salis, oggi eurodeputata dopo essere stata detenuta nelle carceri ungheresi perché accusata di aver aggredito un gruppo di militanti di estrema destra: «Sia l’Ungheria che l’Europa saranno luoghi migliori», scrive. E pubblica sui social la sua faccia sorridente mentre regge un cartello con la scritta «Goodbye forever Mr. Orbán!». Duro anche il commento uno dei leader di Avs, Nicola Fratoianni: «Dopo anni e anni di un regime ottuso e illiberale, si può finalmente aprire una stagione nuova per gli ungheresi. Viene finalmente sconfitto il fascista Orbán, l’amico di Putin e delle destre nazionaliste». Chiosa Riccardo Magi (+Europa): «Una grande notizia per l’Europa.Vince l’Unione europea, perde Putin. Vince l’Ucraina, perde la propaganda russa. E perde Giorgia Meloni».