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 2026  aprile 13 Lunedì calendario

Ungheria, sollievo di von der Leyen e dell’Ue

La cautela in Europa è durata poco, il tempo che il premier ungherese uscente Viktor Orbán, il padre della «democrazia illiberale», ammettesse la sconfitta e si congratulasse con il leader dell’opposizione Péter Magyar, che con il partito Tisza ha battuto la formazione Fidesz del primo ministro dopo sedici anni al potere. A quel punto sono scattate le congratulazioni al telefono e su X da parte dei leader europei, delle istituzioni Ue e dei presidenti dei gruppi all’Europarlamento, di cui Magyar fa parte.
Le istituzioni Ue e la maggior parte delle cancellerie hanno tirato un sospiro di sollievo, dopo che l’affluenza record alle urne aveva fatto ben sperare: «Il cuore dell’Europa stasera batte più forte in Ungheria», ha commentato in inglese e in ungherese su X, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, facendo seguire un secondo post: «L’Ungheria ha scelto l’Europa. L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. Insieme siamo più forti. Un Paese riprende il suo percorso europeo. L’Unione si rafforza». I due si sono anche sentiti e hanno «concordato una stretta cooperazione». Per il presidente del Consiglio europeo António Costa «l’affluenza record mostra lo spirito democratico del popolo ungherese». Congratulazioni a Magyar, che fa parte del Ppe, dalla presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola: «Il posto dell’Ungheria è al cuore dell’Europa».
Il presidente francese Emmanuel Macron è stato tra i primi a chiamare Magyar. Su X ha scritto che «la Francia saluta la vittoria della partecipazione democratica, dell’attaccamento del popolo ungherese ai valori dell’Unione europea». Il prossimo anno sarà la Francia ad andare al voto e il timore diffuso in Europa è che possa vincere l’estrema destra del Rassemblement National di Le Pen e Bardella. Le elezioni ungheresi sono state osservate come un primo test elettorale. Ma una rondine non fa primavera e la sconfitta di Orbán va letta con cautela e non come l’inizio di un’onda, osservava ieri una fonte Ue, sottolineando che a Budapest il leader magiaro era al potere da 16 anni: corruzione, smantellamento dello Stato di diritto, economia in difficoltà, diritti negati sono il Paese che gli elettori hanno respinto. La Francia e gli altri Stati che nel 2027 andranno alle urne, come Italia, Spagna e Polonia presentano uno scenario differente.
Congratulazioni a Magyar sono arrivate anche dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha auspicato di «unire le forze per un’Europa forte, sicura e, soprattutto, unita». Si sono felicitati, tra gli altri, i premier irlandese Micheal Martin, croato Andrej Plenkovic, svedese Ulf Kristersson, e le prime ministre di Lituania e Lettonia, Inga Ruginien ed Evika Silina.
Il Ppe festeggia perché aggiunge un altro leader al tavolo del Consiglio europeo. «È la conferma che la nostra politica di centro-destra, con al centro le persone, vince le elezioni. Sostanza. Soluzioni. Unità. Non slogan vuoti e paure», ha commentato il presidente dei Popolari Manfred Weber. Per la presidente di Renew Valérie Hayer «la responsabilità ora è quella di trasformare questo risultato in un cambiamento reale» e per la leader S&D Iratxe García Pérez «sono elezioni storiche, una vittoria per i cittadini». Il risultato è un duro colpo per il gruppo dei Patrioti al Parlamento Ue come la Lega e il Rassemblement National.