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 2026  aprile 12 Domenica calendario

Italia-Israele, il governo tira dritto: memorandum rinnovato

L’Italia non ha alcuna intenzione di revocare il memorandum sulla Difesa con Israele. Il patto era stato siglato nel 2003 e ratificato dal nostro Parlamento nel 2005: si rinnova automaticamente ogni cinque anni, a meno che uno dei due Paesi non decida di sfilarsi. Così non sarà, perciò lunedì 13 aprile il memorandum estenderà i suoi effetti fino al 2031, nonostante da tempo molti giuristi e le opposizioni chiedano al governo italiano di fare un passo indietro a causa dei crimini commessi da Israele a Gaza e, più recentemente, dopo l’aggressione all’Iran.
Due giorni fa ne ha parlato il dem Peppe Provenzano alla Stampa, chiedendo “cos’altro deve succedere per sospendere il memorandum di cooperazione militare con Israele”, mentre ieri è stato il Movimento 5 Stelle a incalzare Giorgia Meloni: “Abbia la dignità di sospendere l’accordo”. Nel luglio 2025 il centrodestra aveva però già respinto una mozione dell’opposizione al riguardo e il ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani aveva spiegato che l’intenzione del governo sarebbe stata quella di prorogare il memorandum: “Per far prevalere le ragioni della diplomazia è necessario costruire canali di interlocuzione e non reciderli. Il dialogo resta infatti la via maestra e anche i trattati internazionali e memorandum d’intesa sono strumenti di dialogo”. La linea non è cambiata.
Fonti di governo spiegano che il memorandum è prezioso soprattutto in un momento come questo, con un contesto internazionale di crisi e particolarmente delicato soprattutto per i nostri militari impegnati in Medio Oriente. Il memorandum infatti prevede anche accordi di sicurezza tra il nostro Esercito e l’Ifd, le truppe di Israele. A preoccupare i giuristi, promotori di un appello pubblico lo scorso anno, è però la parte dell’accordo che favorisce gli accordi commerciali, soprattutto nel settore della Difesa, e agevola la ricerca e lo sviluppo in tema militare. Come ogni memorandum, la cornice è piuttosto generica e messa a terra di volta in volta con accordi concreti, ma i firmatari dell’appello chiedono un segnale prima di tutto politico per prendere le distanze dalle politiche di Netanyahu. Dovranno aspettare altri 5 anni, almeno.