il Fatto Quotidiano, 12 aprile 2026
Buvette all’Occhiuto: qualità fuori mercato
Il pesce? Fresco e rigorosamente proveniente da fornitori che diano assoluta garanzia. Il prosciutto invece dovrà essere affettato al momento e ovviamente solo di prima qualità. E i pomodori? Potranno finire in tavola, ma esclusivamente se prodotti in Italia mentre sulla frutta non si scherza: dovrà superare tutti i test dell’occhio prima che del palato e verrà presentata solo se “turgida” e senza abrasione alcuna, nel caso dell’uva con raccomandazione che i grappoli si presentino di media lunghezza e “privi di bacche disseccate, ammaccate, depresse, marcescenti o passerinate”. Giammai!
A leggere il capitolato con cui la Regione Calabria governata dal forzista Roberto Occhiuto ha messo a gara il servizio di gestione mensa, bar e buvette viene smentito alla radice ogni pregiudizio. A Palazzo Campanella si bada anche al grammo per non dire ai prezzi che dovranno essere modici senza nulla togliere alla qualità dei cibi per le onorevoli tavole, va senza dire, eccellente.
Ecco qui il prezzario di mensa e bar collocati al piano rialzato della sede regionale di Reggio Calabria: basteranno appena 3,80 euro per aggiudicarsi un piatto di pasta, mentre per un secondo di carne rossa massimo 5. E con 50 centesimi in più si potrà gustare invece una margherita formato pizzeria. Prezzi competitivi pure per il bar dove il caffè e cornetto sono garantiti a 90 cent, il cappuccino a 1,30 e l’ammazza-caffè a 2,50. E alla buvette?
Nel sancta sanctorum della politica calabrese al piano ammezzato di Palazzo, è un tripudio di qualità e varietà: si va dalla pasta alla Norma alle orecchiette con le cime di rapa fino al risotto ai frutti di mare passando per tutti i grandi classici della cucina italiana: ragù, amatriciana, carbonara, lasagne e cannelloni, tutti cucinati lì per lì con un costo che non potrà superare i 12 euro. I secondi ancora meglio: accanto a brasato di vitello, arrosto di maiale, bistecche e cotolette si potrà ordinare pesce spada ai ferri, insalata di polpo, tortiera di alici e pure crudité di mare, pagandone 15.
Ma anche i vegetariani troveranno soddisfazione. Doppia: una per il palato vista l’offerta variegata tra gateau di patate, tortini di zucca, parmigiana di melanzane o insalatone ricchissime. L’altra soddisfazione è per il portafoglio visto che queste pietanze sono accessibili a soli 4 euro. E degne di un ristorante con i fiocchi dove l’ordinazione è alla carta e la portata spadellata al momento.
La Regione Calabria insomma ha fatto le cose davvero a modino, con particolare attenzione anche alle grammature pensate per evitare sprechi che possono trasformarsi in una grande opportunità. Per questo obiettivo infatti – si legge nel bando – “dovrà essere possibile acquistare dopo la chiusura in modalità take away le pietanze non vendute a un prezzo simbolico: uno sconto di listino del 50 per cento”.
Nella scelta della ditta che si occuperà degli onorevoli palati calabresi insomma verranno premiate varietà, appetibilità delle ricette e filiera corta, meglio se a chilometri 0. Onorando gola e lingua: il responsabile del servizio dovrà essere reperibile per ogni evenienza anche nei giorni festivi e parlare rigorosamente italiano.