La Stampa, 12 aprile 2026
Panini progetta lo sbarco in Borsa
Panini studia la quotazione in Borsa. E apre l’album dei soci a «un grande partner strategico». Nelle retrovie si parla di manifestazioni d’interesse di fondi di private equity, realtà mediatiche e player legati allo sport. Una partita seguita dalla banca statunitense Citigroup che «non dovrebbe concludersi prima della fine dell’anno», afferma con una nota il gruppo leader globale delle figurine – dal calcio fino ai Brainrot – ed editore in Italia di fumetti come Topolino e Marvel. Che così risponde alle indiscrezioni di Reuters, secondo cui gli azionisti si esprimeranno già nei prossimi mesi. Di certo, comunque, c’è l’esclusione della pista di una vendita del gruppo. A tal proposito, la posizione della storica azienda di Modena è chiara: «Non verrà presa in considerazione» una cessione «a un concorrente poiché l’obiettivo è far crescere la società, non eliminarla». Parole che tagliano fuori dai radar la multinazionale di carte collezionabili Topps, acquisita nel 2022 per circa 500 milioni di dollari dalla piattaforma sportiva digitale Fanatics.
Proprio quest’ultima, già partner ufficiale della Uefa e colosso del merchandising nel mondo dello sport, sta aumentando la presenza in modo consistente sul mercato delle figurine calcistiche. E si sta accaparrando la proprietà intellettuale delle principali federazioni internazionali. Secondo The Athletic, è lì lì per prendersi i prossimi diritti per la produzione degli adesivi e degli album dedicati alle nazionali maschili e quelle femminili di Italia, Inghilterra, Germania e Brasile. Mentre Topps dovrebbe acquisire le licenze per gli album del campionato brasiliano dal 2027, di Premier League e Bundesliga dal 2031 e della Lega Serie A a partire dal 2035. Un contratto, quello con il torneo italiano, con un peso specifico di milioni di euro a stagione. La cui naturale conseguenza è la riduzione del portafoglio di Panini, comunque licenziatario ufficiale della Fifa fino al 2030.
Infatti, la società punta forte sui Mondiali di calcio organizzati negli Usa. Un evento che può spingere al rialzo vendite e introiti del gruppo, come già accaduto con Qatar 2022 dove sono stati superati i 2 miliardi di euro di fatturato. Chiusa la finale e assegnata la coppa, sarà tempo di bilanci per Panini. In particolare, per capire la sua valutazione nell’ottica della quotazione. Qua le stime si rincorrono. Per Reuters si parlerebbe di circa 5 miliardi di euro – stando agli ultimi dati, il margine operativo lordo si avvicinava ai 400 milioni, mentre l’utile sfiorava i 300 milioni -. I dirigenti di Fanatics avevano valutato una possibile acquisizione oltre 2 miliardi. Tutto ruota intorno alla redditività di Panini. E alle potenziali ricadute frutto della battaglia legale della sua Panini America contro Fanatics. Oltreoceano, il gruppo modenese ha un giro d’affari di almeno 5 miliardi di dollari. Ma denuncia l’impossibilità di aggiudicarsi i diritti di produzione e vendita di figurine dei giocatori dei campionati Nba, Nfl e Mlb. L’accusa è di violare la competitività nel tentativo di controllare il mercato delle figurine tramite accordi ventennali con le associazioni professionistiche dei giocatori stessi. Fanatics, da parte sua, respinge tutto e in una controcausa sostiene che Panini abbia intrapreso una «campagna illegale e ingannevole» nei suoi confronti, caratterizzata da «tattiche intimidatorie».
Intanto, come possibili soci degli album marchiati dalla rovesciata di Carlo Parola ci sarebbero ci sarebbero una ventina di investitori interessati. In ambienti finanziari, da tempo, circola il nome del fondo Silver Lake. Altro non è che il secondo azionista di City Football Group, proprietaria di squadre come Manchester City, Girona e Palermo, con quasi il 17% del capitale. In passato il dossier è stato guardato da realtà come Advent, Charterhouse e Cvc. Fonti vicine a quest’ultimo fondo escludono di essere tra le 20 manifestazioni d’interesse. Ad accelerare il processo di riassetto è stata la scomparsa ad aprile 2025 di Aldo Hugo Sallustro, storico proprietario dal 2016 insieme alle sorelle Anna e Teresa Baroni, post uscita di Fineldo, cassaforte della famiglia Merloni.