corriere.it, 12 aprile 2026
La guerra civile di un gruppo di scimpanzé ugandesi
Uno scontro violento e prolungato tra scimpanzé, paragonato dai ricercatori a «una guerra civile». Il fenomeno è stato osservato in Uganda, nel Parco Nazionale di Kibale, dove per anni due gruppi di scimpanzé di Ngogo erano vissuti, in armonia, come un’unica comunità. Nel 2015 – come racconta uno studio su Science – una frattura interna ha portato alla divisione in due sottogruppi distinti (noti ai ricercatori come “occidentale” e “centrale"), dando origine a un conflitto sanguinoso che dal 2018 ha fatto registrare 24 attacchi deliberati, dei quali 17 contro cuccioli del gruppo centrale, strappati alle proprie madri, anche se i ricercatori ritengono che il numero reale delle morti sia più alto.
«Erano scimpanzé che si tenevano per mano. Ora stanno cercando di uccidersi a vicenda», ha dichiarato Aaron Sandel, antropologo dell’università del Texas e autore principale dello studio, che ha ricordato come questi animali siano «molto territoriali» e abbiano «interazioni ostili con gli esemplari di altri gruppi», arrivando persino a uccidere ex membri del proprio. Gli scimpanzé sono in un certo senso «melodrammatici», ha spiegato, osservando come dopo i litigi normalmente ci siano «urla e inseguimenti» e poi, più tardi, riprendono a pulirsi a vicenda e a cooperare. Dopo la disputa del 2015, però, gli esperti hanno osservato un periodo di sei settimane in cui i due gruppi si sono evitati e, quando si verificavano contatti, erano «più aggressivi».
Alla base del conflitto – che ricorda anche quanto avviene tra esseri umani – possono esserci diversi fattori come la dimensione del gruppo, la competizione per le risorse e quella tra maschi per la riproduzione. Secondo i ricercatori, in questo caso, vanno valutati anche tre eventi scatenanti: la morte, nel 2014 e per cause ignote, di cinque maschi adulti e una femmina, che potrebbe aver alterato le reti sociali e indebolito i legami tra i sottogruppi; un cambio del maschio alfa nel 2015, in concomitanza con il primo periodo di separazione tra gruppo occidentale e centrale; la morte di 25 scimpanzé, tra cui quattro maschi adulti e dieci femmine adulte, a causa di un’epidemia respiratoria nel 2017, un anno prima della separazione definitiva.
Negli scimpanzé le scissioni permanenti sono molto rare: secondo le prove genetiche avvengono circa una volta ogni 500 anni. A differenza della celebre «guerra di Gombe», in Tanzania, durata quattro anni e descritta da Jane Goodall negli anni Settanta, il caso di Ngogo non è legato al provisioning (l’approvvigionamento di cibo). Dopo aver assistito per 4 anni a uccisioni deliberate dei maschi avversari seguite da momenti di celebrazione di trionfo collettivo tra due fazioni rivali di uno stesso gruppo, la primatologa rimase profondamente colpita da quello che definì «un lato oscuro» del comportamento degli scimpanzé, fino a quel momento considerati creature pacifiche.