Corriere della Sera, 12 aprile 2026
Luna, il ritorno di Artemis II
Alle 2.07 e 47 secondi di sabato 11 aprile (ora italiana), puntualissimi, i quattro astronauti della missione Artemis II sono rientrati sulla Terra, ammarando nell’oceano Pacifico, dopo un viaggio intorno alla Luna durato 9 giorni, 1 ora e 15 secondi (ma la Nasa arrotonda a 10 giorni). Per l’Agenzia americana «è stata a tutti gli effetti una missione da manuale». «Siamo tornati a mandare astronauti sulla Luna e a riportarli indietro sani e salvi, e questo è solo l’inizio», ha sottolineato l’amministratore Jared Isaacman. Non succedeva da più di cinquanta anni.
La missione appena conclusa è considerata preparatoria in vista del più ambizioso progetto di riportare non solo l’uomo sulla Luna, ma di costruire una base lunare permanente (i moduli abitativi sono affidati all’Italia). Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno testato le tecnologie disponibili, confermando che la capsula Orion e il razzo Sls funzionano e sono sicuri. Non ci sono stati grossi problemi, solo qualche inconveniente con la toilette di bordo, diventata argomento di discussione costante sia dentro la capsula che sui social terrestri.
I quattro astronauti, raggiungendo i 406.771 chilometri di distanza dalla Terra sono le persone che più si sono allontanate dal nostro pianeta e in queste lunghe giornate di esplorazione ci hanno raccontato in diretta streaming (32 le telecamere) quello che hanno vissuto, rendendo ordinario quello che invece era straordinario: il lato oscuro della Luna, mai visto prima dall’occhio umano, i suoi crateri, i meteoriti, l’emozionante eclissi solare, l’alba e il tramonto della Terra, ma anche aspetti divertenti della vita di bordo (Glover che si fa la doccia con le salviette, Hansen che si sbarba usando lo smartphone come specchio, e i problemi tutti umani con outlook).
La Nasa intende ora allunare entro il 2028, in tempo per la fine del secondo mandato di Trump, che ha rilanciato sui social: «Non potrei essere più orgoglioso! Lo rifaremo e poi, prossimo passo, Marte». Tornare sulla Luna in così poco tempo è però in forte dubbio: i sistemi di allunaggio affidati a Space X di Elon Musk e Blue Origin di Jeff Bezos non sono pronti e potrebbero servire anni per verificare la loro sicurezza. E Marte, per ora, non è neppure all’orizzonte.