lastampa.it, 11 aprile 2026
Battaglia in casa Savoia per il trono
In un momento in cui il mondo è agitato da guerre vere, la “guerra di successione dinastica” di casa Savoia fa francamente ridere. Anche se loro, i pretendenti al trono, Emanuele Filiberto e Aimone di Savoia Aosta non percepiscono la loro frattura con il reale, con i problemi della gente e le angosce per il futuro che non includono certo la corona d’Italia, sotterrata con indegnità per il comportamento dei Savoia durante l’ascesa del fascismo, l’entrata in guerra e l’alleanza con Hitler. Detto questo Aimone di Savoia ieri ha rilasciato una dichiarazione in cui rivendica la guida di casa Savoia e parla ancora del referendum istituzionale definendo il suo risultato “controverso”.
“La cosiddetta “disputa” sulle norme dinastiche nacque alla morte di S.M. il Re Umberto II e caratterizzò a fasi alterne i rapporti tra mio padre Amedeo e il padre di Emanuele Filiberto, Vittorio Emanuele”, ricorda Aimone. “Quella che mio cugino ed io abbiamo ereditato è una situazione molto spiacevole ma, nel totale rispetto delle norme della Casa e da quanto emerge dai documenti e dalle altre comunicazioni di famiglia (si veda l’allegata Nota sulla Successione Dinastica di Casa Savoia), la verità è tangibile e inequivocabile”. E si ritorna così a rivangare il passato quando Vittorio Emanuele scelse l’amore e la borghese Marina Doria, andando contro il padre Umberto II, ultimo re d’Italia, e quindi contro la regola per cui un principe ereditario che non ottenga il consenso alle nozze dal sovrano decade dalla successione.
In base a questo Amedeo di Savoia, padre di Aimone rivendicava per sé la guida del casato e un trono ipotetico. Sembrava che con la morte dei genitori Emanuele Filiberto e Aimone avessero altro a cui pensare, uno impegnato in televisione, l’altro manager della Pirelli. Invece sono ancora allo stesso punto dei loro padri con Emanuele Filiberto che non avrebbe accettato una tregua sospensiva delle rivendicazioni ed Aimone che come contromossa si auto dichiara capo della real casa,
“In più occasioni, scrive il duca, anche recentemente, ho proposto e cercato di convincere mio cugino a sospendere reciprocamente ogni rivendicazione, finché il contesto rimane quello attuale, “congelando” pro tempore i titoli di Duca di Savoia, Principe di Piemonte e Capo della Real Casa di Savoia, che sono parte dell’oggetto della contesa, suddividendoci pariteticamente le loro prerogative, gli incarichi di rappresentanza e la gestione delle Istituzioni collegate alla Casa….Un passo indietro di entrambi per un passo avanti della Casa. Ne trarrebbero grande vantaggio anche le Istituzioni ad essa collegate che, finalmente, potrebbero ritrovare l’unità, con tutti i suoi benefici”. Ma Emanuele Filiberto non ci pensa nemmeno e va avanti per la sua strada, sostenendo di essere lui il potenziale re e sua figlia Vittoria la potenziale erede di un trono perso nell’oblio.
“Stando così le cose, continua Aimone, per rispetto delle leggi della Casa, delle Istituzioni che le condividono e di tutti coloro che le rispettano, mi sento in dovere di ribadire e confermare il mio status dinastico e il mio ruolo di Capo della Casa con tutte le sue prerogative, così come aveva fatto mio padre dandone comunicazione alle altre Case Reali Europee”. Una nuova stagione della serie “Dinasty all’italiana”.