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 2026  aprile 11 Sabato calendario

Morti in ambulanza, arrestato l’autista

I primi a darne notizia sono stati i suoi vicini di casa a Meldola, fuori Forlì, che questa mattina hanno visto arrivare i carabinieri. Poi, la conferma della Procura: Luca Spada, ex ambulanziere di 27 anni, è stato arrestato poco fa, nell’ambito dell’inchiesta in cui è indagato per aver ucciso tra le 5 e le 8 persone, mentre le trasportava in ospedale.
Al momento, non ci sono dichiarazioni da parte dell’uomo che nel forlivese era noto con il soprannome di «Spadino» e che nelle scorse settimane, quando si è appreso di un’indagine che durava da mesi, ha professato insistentemente la propria innocenza, dicendosi sempre «sereno sul fatto che questo equivoco verrà chiarito».
Probabilmente, ha pesato sulla decisione del procuratore Umberto Cieri e del Pm Andrea Marchini, l’arrivo degli esami effettuati dal Ris di Parma su una serie di presidi medici sequestrati nelle ambulanze in cui prestava servizio Spada, quando si sono verificate le morti sospette o è incominciata l’agonia di anziani poi deceduti in ospedale.
Nella teoria degli inquirenti, «Spadino» avrebbe agito iniettando dell’aria in pazienti malati cronici, ma non terminali, provocando loro un’embolia gassosa. Siringhe usate, cannule, deviatori ed altri attrezzi per le normali operazioni di cura, figurano tra il materiale sequestrato tra gli scarti dei mezzi di soccorso e consegnati ai laboratori della scientifica dell’Arma, in cerca di tracce compromettenti.
Fino a prima dell’inchiesta ed anche quando la notizia occupava già le prime pagine della stampa nazionale, Luca Spada è sempre stato considerato un ragazzo modello da amici e famigliari. Giovane volontario della Croce Rossa e della Protezione Civile, si era distinto durante l’alluvione romagnolo della primavera 2023, aiutando persone in difficoltà. Aveva assunto un impegno civico, candidandosi al consiglio comunale. Portava avanti una piccola ma dinamica attività di ristorazione che, dopo alcuni alti e bassi, si era attestata con la gestione di un chiosco di piadine, che tuttora viene portato avanti dalla fidanzata e madre del loro bambino di 9 anni.
Senza che sia ancora stato chiarito quale sarebbe il movente dei presunti omicidi, le ombre sulla vita privata di Spada hanno iniziato ad insinuarsi proprio nell’ambito dei suoi ristoranti. Fonti informate sulla sua posizione finanziaria, hanno parlato di conti che non tornavano e difficoltà a saldarli. La chiusura di uno dei due chioschi di piade che possedeva, sarebbero un segnale di queste problematiche. Il nome di «Spadino» è stato anche associato a un’impresa di pompe funebri, con cui occasionalmente collaborava in modo informale. Dalle stesse onoranze, hanno precisato che «si tratta solo di un amico di vecchia data», ma tra le ipotesi non è ancora escluso che possa esistere un legame tra i presunti omicidi e il business dei servizi funebri.
Intanto, i famigliari degli anziani coinvolti, attendono di sapere se i loro cari sono morti per cause naturali o sono stati uccisi.