lastampa.it, 11 aprile 2026
Nicole Minetti graziata dal Quirinale
Nicole Minetti, l’ex igienista dentale e Consigliera Regionale lombarda, condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell’ambito del processo “Ruby bis” (le cosiddette cene eleganti), è stata graziata dal Presidente della Repubblica. Il provvedimento di grazia, giunto per motivi umanitari, è stato rilasciato nelle scorse settimane con il parere positivo del ministro della Giustizia Nordio e quello del Procuratore Capo della Corte d’Appello. La notizia è stata diffusa sui social dl conduttore di Mi Manda Rai3, Federico Ruffo.
A seguire è arrivata una precisazione dal Quirinale: «La concessione dell’atto di clemenza – in favore del quale si è espresso il competente Procuratore generale della Corte d’appello in un ampio parere – si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati. La normativa a tutela dei dati sensibili dei minori – conclude la nota – non consente di rendere noti dettagli sulle condizioni di salute del minore».
«Accogliamo con rispetto istituzionale il provvedimento adottato, che si inserisce nel quadro ordinamentale della clemenza individuale, previsto per situazioni eccezionali e valutate rigorosamente in concreto – hanno commentato gli avvocati di Minetti Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra. In casi analoghi, scelte di questa natura restano normalmente confinate alla dimensione personale e familiare, senza una particolare esposizione pubblica. Proprio per questo, rinnoviamo l’invito al massimo riserbo, in particolare sulla posizione del minore. Ove la risonanza mediatica dovesse tradursi in un pregiudizio concreto per la dignità, la riservatezza e la serenità della vita familiare di Minetti – e, soprattutto, per la tutela del minore – ci riserviamo ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti a tutela dei diritti coinvolti».