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 2026  aprile 11 Sabato calendario

Il Pd milanese: via il gemellaggio con Tel Aviv. Fiano pronto all’addio

Emanuele Fiano quasi vent’anni fa era tra i fondatori del Pd. Oggi, a un anno dalle politiche del 2027, potrebbe decidere di uscirne e non senza sbattere la porta. Il motivo? Un voto (ottenuto a larghissima maggioranza) in seno alla direzione metropolitana dei dem di Milano che pochi giorni fa ha chiesto al sindaco Beppe Sala e alla giunta di porre fine al gemellaggio tra il capoluogo lombardo e Tel Aviv per quanto accaduto a Gaza in questi anni e, più di recente, per gli attacchi all’Iran e al Libano. Un voto che nasce per dare attuazione a un ordine del giorno presentato dalla capogruppo Beatrice Uguccioni e già votato dall’Aula di Palazzo Marino. E ora lo stesso Sala – da sempre restio a avallare la richiesta di una interruzione del gemellaggio – si trova obbligato a dire: «Ne parleremo giovedì prossimo in giunta».
Ieri Fiano, che è segretario di Sinistra per Israele e dal 2022 non è più deputato del Pd ma ne è una voce autorevole, ha scritto un lungo post su Facebook per criticare – non senza asprezza – il voto dei compagni di partito all’ombra della Madonnina. «Bravi, complimenti, vi siete messi il cuore in pace così! Mentre a Tel Aviv da tre anni centinaia di migliaia di persone hanno chiesto la fine della guerra a Gaza prima e ora in Iran e Libano, hanno manifestato contro Netanyahu e i suoi ministri razzisti e reazionari, hanno manifestato per i diritti dei palestinesi, contro l’occupazione della Cisgiordania e le violenze disumane dei coloni contro i palestinesi, hanno manifestato i giovani che si rifiutano di servire l’esercito, e quelli che sfilano con le foto dei bimbi palestinesi uccisi», ha scritto l’ex consigliere comunale di Milano. Che ironizza: «Interrompete il legame con tutta Tel Aviv, anche quella che lavora senza tregua per la pace e contro la guerra da sempre. È un’idea geniale, di alta politica, utilissima alla pace». Quindi, l’amara conclusione: «È veramente difficile se non impossibile rimanere in un Partito così».
Chi invita Fiano a ripensarci è l’eurodeputato pd Pierfrancesco Maran: «La sua voce è fondamentale. Non è facile tenere una posizione estremamente equilibrata come la sua: rappresenta un modo di essere ebreo e democratico che oggi è poco visibile nel mondo. Capisco la sua difficoltà, stretta tra un Israele in cui lui stesso non si riconosce e una sinistra che ogni tanto è molto aggressiva nei toni». Contro la decisione dei dem milanesi si scagliano i parlamentari Lia Quartapelle e Piero Fassino. «Sospendere il gemellaggio con la città governata da un sindaco laburista, epicentro delle manifestazioni delle opposizioni contro Netanyahu è una decisione controproducente che non serve alla pace, né alla causa palestinese e isola gli israeliani impegnati a cambiare la politica del proprio Paese», commenta la deputata milanese. Mentre Fassino auspica che «decada la revoca del gemellaggio: una proposta che avrebbe come unico esito di isolare chi in Israele si batte contro Netanyahu».