Corriere della Sera, 11 aprile 2026
Salis in campo: «Prenderei in considerazione la richiesta»
«Se mi chiedessero di candidarmi premier contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che, davanti ad una richiesta unitaria, non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione nazionale mi lusinga».
Silvia Salis – sindaca di Genova senza tessera di partito in tasca ed eletta grazie al sostegno di tutto il Campo largo – mette nero su bianco quello che, finora, aveva detto solo a mezza bocca. E per sganciare questo siluro politico sceglie Bloomberg, uno dei più influenti media statunitensi. Soltanto che, al di là dell’interesse suscitato Oltreoceano, le ripercussioni di questa lunga intervista si sentono forti a Roma, dove le frizioni per la scelta del candidato premier del Campo largo sono già fortissime tra la leader del Pd Elly Schlein e quello del M5S Giuseppe Conte.
Ma perché le parole di Salis sortiscono un effetto così deflagrante? Perché lo scenario da lei prefigurato prevederebbe appunto un passo indietro sia di «Elly» sia di «Giuseppe». E nessuno dei due intende farlo. Tanto che le reazioni dai quartier generali dei primi due partiti del centrosinistra sono piuttosto fredde. Conte ha già avviato di fatto la sua campagna per le primarie, visto che il 13 aprile presenterà a Roma Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia, libro autobiografico che sarà lo strumento per girare l’Italia con un obiettivo ben scolpito in testa: vincere le primarie del Campo largo e tentare di tornare a Palazzo Chigi per la terza volta.
Bocche cucite dal Nazareno, con Schlein che non pare aver gradito la fuga in avanti della sindaca di Genova. E chi sta vicino alla segretaria si limita a liquidare la questione così: «Silvia è molto in gamba, è una grande risorsa. Ma è stata eletta a Genova meno di un anno fa...».
Bloomberg, nel lungo reportage-intervista descrive Salis come «il volto nuovo italiano e possibile candidata anti Meloni». «La sconfitta referendaria subita dalla premier italiana il mese scorso – osserva la testata Usa – sta galvanizzando l’opposizione italiana» riconoscendo in Salis la potenziale competitor dell’attuale leader di FdI alle prossime elezioni. Alla domanda se l’ex campionessa di lancio del martello veda somiglianze con la presidente del Consiglio, Salis sorride: «No, mi chiamo Silvia. Ma sì, sono madre, sono cristiana e sono sposata. Ho tutte le caselle a posto».
Con l’avvicinarsi delle Politiche, mentre il centrosinistra litiga ancora una volta per cercare un leader all’altezza di battere la coalizione meloniana, va segnalato che molti imprenditori di area moderata e riformista si stanno avvicinando a Salis, vedendo in lei una «terza via» vincente. Molti vogliono conoscerla da vicino e in diversi hanno già promesso generosi finanziamenti. E anche l’ex premier Matteo Renzi insiste, ragionando con i suoi: «Silvia, candidati. Se vinci fai la premier, se non vinci fai bella figura e costruiamo intorno a te la Margherita che va al 10%».
In serata, visto il clamore suscitato dall’intervista a Bloomberg, Salis prova a gettare acqua sul fuoco: «Sono la sindaca di Genova e sono stata eletta dai genovesi per occuparmi della città almeno per cinque anni – scrive —. Non ho nessuna intenzione di venire meno al mio mandato». E poi: «Tra le tante altre cose, mi è stato chiesto che cosa farei se, pur non prendendo parte alle primarie, qualcuno mi chiedesse di fare la candidata. E ho risposto come ho sempre fatto, anche in un recente passato, a domande molto simili a questa. Ovvero che di fronte a una richiesta unitaria sarebbe falso dire che non ci penserei neppure. Come d’altronde immagino farebbe chiunque di fronte a una richiesta del genere».