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 2026  aprile 11 Sabato calendario

Mattarella a Praga: «Molto grave aggredire le corti internazionali»

C’è il Sergio Mattarella che passeggia sul Ponte Carlo sotto la neve, circondato da liceali siciliani che lo applaudono e cantano Fratelli d’Italia e c’è il Sergio Mattarella che lascia cadere nuovi avvisi rivolti a quei leader che bruciano il mondo: «Dobbiamo evitare di tornare indietro nella storia dell’umanità, quando le controversie si regolavano con la forza e non con il diritto». Al secondo e ultimo giorno di visita ufficiale a Praga il capo dello Stato è tornato ad ammonire, senza nominarli, i protagonisti delle guerre del nostro tempo, da Trump a Netanyahu. Se il mondo non vuole precipitare nel burrone di un drammatico ritorno al passato deve ricordare l’antico detto latino: «Amico è Platone, ma più amica è la verità». Il richiamo del Quirinale è rivolto a chi fa a pezzi il multilateralismo e le corti internazionali, istituite per sanzionare le violazioni del diritto: «È di estrema gravità che vengano aggredite». Come ha fatto Trump, quando ha sanzionato la Corte penale dell’Aia, o quando ha scavalcato le regole facendosi beffe dell’Onu e della Nato. «Il rapporto transatlantico deve rimanere saldo» per garantire l’equilibrio mondiale, raccomanda Mattarella. E a Trump, che vorrebbe uscirne, ricorda quanto utile sia «a entrambe le sponde». Accompagnato dalla figlia Laura, il capo dello Stato incontra il presidente della Camera dei deputati, Tomio Okamura. Al monastero di Strahov ascolta un concerto di Respighi e Janacek assieme al presidente ceco Petr Pavel, poi al Senato vede Radek Jiranek. Nelle due sedi del Parlamento, «fondamentale baluardo della democrazia», il presidente firma il libro degli ospiti, sottolinea l’importanza di un confronto «costruttivo» tra gli schieramenti e sottolinea che i cittadini europei «chiedono un futuro di pace e libertà». Sanzionando quei «soggetti che operano al di sopra degli Stati e del diritto internazionale», Mattarella invita i Paesi europei a procedere nella direzione di una «sovranità condivisa». E avverte che nemmeno il più forte degli Stati può affrontare da solo le sfide e le minacce globali: «Altrimenti la sovranità diventa illusoria».