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 2026  aprile 10 Venerdì calendario

Cedu, Italia condannata per l’isolamento di minore migrante

La Corte europea per i diritti dell’uomo (Cedu) ha condannato l’Italia per aver detenuto illegalmente, per oltre cinque mesi nel 2023, un minore migrante nel Cara di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto (Crotone). H.D., queste le iniziali del giovane originario del Burkina Faso, è stato «sottoposto a trattamenti inumani e degradanti» e isolato in una struttura sovraffollata e priva di servizi specifici per i minorenni. Per questo, i giudici hanno condannato le autorità italiane al risarcimento dei danni morali per un totale di 6.500 euro e al rimborso delle spese legali per 4mila euro.
Il ragazzo, al suo arrivo in Italia il 24 giugno 2023, era stato immediatamente trasferito nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo Sant’Anna, riservato all’accoglienza di maggiorenni. Il riconoscimento dell’età, in effetti, è arrivato ufficialmente solo nelle settimane successive con il rilascio, il 31 luglio 2023, di un permesso di soggiorno per minore età e di una tessera interna del centro che confermava i suoi dati anagrafici. Eppure, H.D. non è mai stato spostato dal Cara di Sant’Anna. Il motivo, secondo gli avvocati dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, ha a che fare con «l’assenza di servizi adeguati» per l’accoglienza dei minori stranieri in regione, a cui sopperisce il Cara di Sant’Anna. «Ma – spiegano i legali – il trattenimento informale dei minori è totalmente illegittimo e in aperta violazione della normativa». Secondo la testimonianza di H.D., il trattenimento dei minori in quello che dovrebbe essere un Centro per soli adulti non fa che aggravare le condizioni di vita dei migranti trattenute nel Cara. In primis, per il grave sovraffollamento: il minore «testimonia che, a fronte di una capienza di 641 persone, il centro nel 2023 ospitava circa 830 persone, inclusi 200 minori», si legge nella sentenza. Non solo: H. D. «ha anche riportato che ai minori non venivano forniti servizi dedicati né era permesso loro lasciare il centro». Nel suo caso, in particolare, «non era riuscito a incontrare i suoi avvocati, perché l’amministrazione non aveva mai risposto alla richiesta di accesso al centro avanzata da uno dei suoi legali». La difesa del minore, in realtà, aveva presentato nell’ottobre del 2023 un ricorso d’urgenza al tribunale di Catanzaro per la detenzione illegittima, chiedendo il trasferimento in una struttura idonea. Ma i giudici in due mesi non avevano fissato un’udienza. Di fronte al silenzio del tribunale nazionale, il 1° dicembre 2023 H. D. si è rivolto alla Corte europea che, in 4 giorni, ha ordinato al Governo italiano il suo trasferimento immediato in un centro per minori. Il giorno seguente, H. D. è stato trasferito in una struttura a Lamezia Terme, dove vive tuttora.