Avvenire, 10 aprile 2026
Parigi: possibile che si ridiscuta l’accordo fra l’Ue e Israele
Dall’evoluzione della situazione in Medio Oriente potrebbe dipendere il futuro dell’accordo speciale fra Unione Europea e Israele in vigore dal 2000. Quest’opzione è stata apertamente evocata ieri, attraverso un portavoce, dal ministero francese degli Esteri, facendo riferimento alla massiccia offensiva israeliana in Libano.
«Alla luce della gravità di ciò che è accaduto (mercoledì, ndr) e d’altra parte tenendo conto della situazione in Cisgiordania, non si può escludere che si riapra la discussione sulla sospensione dell’accordo di associazione fra l’Unione Europea e Israele, in aggiunta a sanzioni nazionali», ha dichiarato Pascal Confavreux.
Aggiungendo: «Israele ha certo il diritto di difendersi, ma le sue azioni sono non solo inaccettabili, ma pure sproporzionate e conducono di fatto in un vicolo cieco».
L’accordo Ue-Israele riguarda la facilitazione del dialogo politico, oltre a un versante commerciale.
Secondo le regole Ue, un’eventuale sospensione richiederebbe l’unanimità dei 27 Stati dell’Unione.
Un riesame dell’accordo era stato già considerato da Bruxelles l’anno scorso, alla luce dell’escalation militare a Gaza e della conseguente crisi umanitaria. Secondo i Paesi Bassi e altri Stati all’origine dell’iniziativa, Israele non rispetterebbe i diritti umani e i principi democratici, contrariamente a quanto previsto dall’articolo 2 dell’accordo. Un rapporto della Commissione Ue ha poi suffragato la tesi di una violazione dell’articolo da parte d’Israele. Ma al contempo, diverse cancellerie, come Berlino, si sono opposte a riconsiderare l’accordo.