repubblica.it, 10 aprile 2026
Dagli Usa si ipotizzano tensioni tra il Pentagono e il Vaticano
Un incontro che si è svolto a gennaio al Pentagono tra rappresentanti del ministero della Difesa statunitense e l’allora nunzio apostolico a Washington ha fatto ipotizzare uno scontro tra la Casa Bianca e il primo Papa americano che è stato però negato dalla stessa amministrazione Usa.
Convocato o no
A scrivere per primo dell’incontro è stato Mattia Ferraresi, che in un articolo del 6 aprile pubblicato su Free Press ha scritto che il sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby aveva “convocato” al Pentagono il cardinale Christophe Pierre. L’articolo affermava che “un funzionario statunitense si è spinto fino a invocare il papato di Avignone, il periodo del 1300 in cui la corona francese sfruttò il suo potere militare per dominare l’autorità papale”. Secondo la ricostruzione, i funzionari statunitensi erano irritati dal discorso che Leone XIV aveva rivolto al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede il precedente 9 gennaio.
Le critiche di Leone
In quell’occasione il Papa nato a Chicago aveva fatto appello a rispettare il “diritto umanitario internazionale” e il “multilateralismo”, in un mondo dove “la guerra è tornata di moda” e si usa nuovamente la forza “la forza per violare i confini altrui”. Solo pochi giorni prima l’esercito statunitense era intervenuto militarmente in Venezuela rapendo il presidente Nicolas Maduro. Nelle settimane precedenti, Leone aveva criticato apertamente il nuovo documento della Strategia di sicurezza nazionale degli Usa, in quelle successive tre cardinali statunitensi vicini al Papa hanno criticato come “immorale” la politica estera Usa in aree come il Venezuela o la Groenlandia.
Un incontro di routine
Il Vaticano non ha confermato l’incontro tra il viceministro della Difesa e il nunzio, mentre al Religion News Service la segreteria della nunziatura apostolica ha confermato che il cardinale Pierre aveva avuto un “incontro” al Pentagono il 22 gennaio, aggiungendo che “incontri con ufficiali del Governo sono una pratica normale per il nunzio, che serve come ambasciatore della Santa Sede presso gli Stati Uniti. La nunziatura apostolica – concludeva la nota – è grata per le opportunità di incontrare e dialogare con ufficiali del governo e altri a Washington per discutere aree di mutua preoccupazione”. Secondo le consuetudini diplomatiche, in effetti, a convocare l’ambasciatore di un altro paese è il ministero degli Esteri, non quello della Difesa.
Puntualizzazioni americane
Nella serata di giovedì, quando la notizia si diffondeva sui media anglofoni, l’amministrazione degli Stati Uniti è intervenuta su X per smentire che l’incontro sia stato teso. Alla luce di “resoconti gravemente falsi e distorti”, una nota del “ministero della Guerra” di Pete Heseth ha confermato che il sottosegretario Colby aveva effettivamente avuto “un incontro sostanziale, rispettoso e professionale” con il cardinale Pierre e il suo team il 22 gennaio, e “durante l’amichevole incontro, hanno discusso di una serie di argomenti, tra cui questioni di moralità nella politica estera, la logica della Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, l’Europa, l’Africa, l’America Latina e altri temi”. La discussione, ribadiva il ministero, è stata “rispettosa e ragionevole. Non nutriamo che la più alta considerazione e accogliamo con favore un dialogo continuato con la Santa Sede”.
“Nessuna minaccia di Avignone”
Anche l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch, è intervenuto su X per chiarire: “Sono stato lieto di parlare oggi con Sua Eminenza, il Cardinale Christophe Pierre. Come previsto, ha confermato che le recenti caratterizzazioni mediatiche del suo incontro con il Sottosegretario Colby sono ‘fabbricazioni’ che sono state “semplicemente inventate”. Vista l’intelligenza e la serietà del signor Colby, non mi sono sorpreso quando Sua Eminenza ha riconosciuto che non c’erano minacce di alcun tipo nell’incontro. “È stato un incontro franco e cordiale che ha avuto luogo due mesi fa”. Minaccia di Avignone? “Nessuna’”.
"Narrativa non veritiera”
Rispondendo venerdì mattina alle domande dei giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha affermato: “Come confermato da Sua Eminenza il cardinale Christophe Pierre, già Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, l’incontro da egli avuto con il Signor Elbridge Andrew Colby è rientrato nella regolare missione del Rappresentante Pontificio ed ha dato l’occasione ad uno scambio di vedute circa questioni di mutuo interesse. La narrativa offerta da alcuni organi di stampa circa tale riunione non corrisponde affatto alla verità”.
Il consigliere di Obama
Giovedì, intanto, il Papa ha ricevuto il nuovo nunzio apostolico negli Stati Uniti, monsignor Gabriele Caccia, che il giorno precedente aveva incontrato lo stesso ambasciatore Burch. E sempre giovedì il Papa ha ricevuto privatamente anche David Axelrod, consigliere di Barack Obama durante il suo primo mandato da presidente degli Stati Uniti.