la Repubblica, 10 aprile 2026
Ucraina, Putin annuncia una tregua pasquale di 32 ore
Alla proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di una tregua energetica pasquale, il leader del Cremlino Vladimir Putin non aveva risposto per oltre una settimana. Salvo dichiarare ieri un cessate il fuoco unilaterale di 32 ore, dalle ore 16 di sabato 11 aprile «fino alla fine della giornata del 12 aprile», giorno in cui cadrà la Pasqua russa ortodossa.
«Partiamo dal presupposto che la parte ucraina seguirà l’esempio della Federazione Russa», ha dichiarato il Cremlino intestandosi così l’iniziativa. Il ministro della Difesa Andrej Belousov ha già ordinato al capo di stato maggiore Valeryij Gerasimov che le truppe «sospendano per questo periodo le azioni militari in tutte le direzioni», ma siano «pronte a eliminare tutte le possibili provocazioni da parte del nemico, così come qualsiasi azione aggressiva». Putin aveva dichiarato unilateralmente un cessate il fuoco di 30 ore anche in occasione della scorsa Pasqua, ma entrambe le parti si erano accusate a vicenda di averlo violato.
Il segnale di distensione arriva dopo un nuovo scambio di salme di caduti tra Mosca e Kiev: la Russia ne ha consegnate mille in cambio di 41. Ma il gesto di buona volontà potrebbe essere tutt’altro che disinteressato. Stando a Reuters, l’inviato speciale russo Kirill Dmitriev, si troverebbe negli Stati Uniti per incontrare membri dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump e discutere non soltanto di un accordo di pace con l’Ucraina, ma anche della cooperazione economica tra Usa e Russia. All’ordine del giorno, secondo Reuters, potrebbe esserci un’eventuale proroga dell’allentamento delle sanzioni sul petrolio russo che scadrà proprio sabato. Nel pieno dell’operazione israelo-statunitense contro l’Iran, gli Stati Uniti avevano infatti concesso una deroga di 30 giorni per l’acquisto di petrolio e prodotti petroliferi russi soggetti a sanzioni bloccati in mare in quella che il segretario del Tesoro Scott Bessent aveva descritto come una misura per stabilizzare i mercati energetici globali. E Mosca ne aveva approfittato rimpinguando le sue casse statali esangui grazie a una domanda di petrolio ai massimi storici e a prezzi ai livelli più alti degli ultimi 13 anni.
Zelensky, dal canto suo, intervistato dal Gr1, si è lamentato che gli Stati Uniti siano oramai «più concentrati sul Medio Oriente», ma si è detto fiducioso che i negoziati trilaterali siano stati soltanto «posticipati». «Ma ripartiremo», ha detto invitando la premier italiana Giorgia Meloni a impegnarsi per sbloccare il finanziamento da 90 miliardi all’Ucraina deciso nel vertice della Ue del dicembre scorso, ma bloccato dal veto ungherese. «Dipende da tante voci e la voce di Giorgia è molto importante per noi. Ha buone relazioni con gli Stati Uniti e gli Stati Uniti devono fare pressione sulla Russia per un cessate il fuoco e poi porre fine a questa guerra. Lo stesso si può dire di Bruxelles».