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 2026  aprile 10 Venerdì calendario

Mattarella condanna i missili di Israele e difende la Nato

Stati Uniti ed Europa sono «indissolubilmente legati» per motivi storici, culturali e «di sangue». E nel quadro drammatico e conflittuale che il mondo sta vivendo, con «bombe devastanti» che piovono sulle popolazioni civili e l’equilibrio del mondo intero in gioco, tenere unite le due sponde dell’Atlantico è «interesse di entrambi». Con questo ragionamento il presidente Sergio Mattarella, nella prima giornata della sua visita ufficiale nella Repubblica Ceca accompagnato dalla figlia Laura, risponde alla voglia pazza di Donald Trump di tirar fuori gli Usa dalla Nato. E non è vero, per il nostro capo dello Stato, che gli alleati abbiano voltato le spalle alla Casa Bianca. Perché quando esplode un conflitto «quel che va considerato non è solo l’andamento bellico, ma anche le conseguenze di visione sul futuro». E il contributo di chi non partecipa direttamente alla battaglia sul campo «perché non è belligerante non è marginale, ma è importante».
Sull’antico pennone che svetta nel cortile del Castello di Praga sventola la bandiera ucraina, il presidente italiano cammina lento sul tappeto rosso al fianco dell’omologo Petr Pavel e riceve gli onori militari. Aria fredda, sole splendente e centinaia di turisti che, fuori dal cancello del palazzo presidenziale, riprendono con gli smartphone la scena, ritmata da inni d’Italia e della Repubblica Ceca. I due presidenti si chiudono per un faccia a faccia, poi rispondono ai giornalisti dei due Paesi e le domande, in questo tempo che il capo dello Stato ieri al Quirinale ha definito «difficile, offuscato da minacce gravi e guerre sanguinose», hanno al centro l’attacco di Stati Uniti e Israele, la reazione dell’Iran, i bombardamenti dell’esercito di Tel Aviv contro Hezbollah in Libano e il futuro della Nato. 
Il segretario generale Rutte, che poche ore fa ha incontrato Donald Trump, lo ha descritto determinato a uscire dall’Alleanza Atlantica. E Mattarella, pur senza nominare l’inquilino della Casa Bianca, lo invita (con forza) a restare. Sprona l’Europa a completare il percorso verso una unità che consenta a Bruxelles e alle cancellerie di parlare con una voce sola, insiste sui «danni drammatici» che le popolazioni civili stanno subendo in Medio Oriente e, senza nominare Netanyahu, condanna con estrema durezza le azioni militari dell’esercito israeliano sul Libano. Mattarella ricorda che si tratta di un Paese indipendente con un nuovo presidente, un nuovo governo che sta procedendo a una stabilizzazione crescente del Paese e anche con una progressiva riduzione e disarmo di Hezbollah e che oggi è sotto «una tempesta di bombardamenti devastanti». 
Parole chiare, forti. Un appello a Netanyahu perché faccia tacere le armi e favorisca la tregua in Medio Oriente.