Corriere della Sera, 10 aprile 2026
Ditonellapiaga parla del nuovo album «Miss Italia»
Il titolo è provvisorio. Il nuovo album di Ditonellapiaga si chiama «Miss Italia» ed è uscito questa notte. Esiste però un ricorso cautelare d’urgenza sull’utilizzo del marchio registrato Miss Italia fatto dall’organizzazione del concorso di bellezza. Potrebbe risolversi in nulla di fatto, in un accordo extragiudiziale, nel blocco della commercializzazione del disco e in un titolo nuovo.
Curioso visto che due anni «Miss Italia» è stato usato da Jack Savoretti e nel 1978 da Patty Pravo (ma il marchio è stato depositato nel 1987). «Non so se potrà chiamarsi ancora così, e mi immagino anche i problemi logistici con i dischi già nei negozi. Se ne sta occupando il Tribunale di Roma», spiega lei.
Titolo alternativo?
«Ho delle idee, ma non le spoilero. Rivendico la libertà artistica di usare quel titolo».
Tema dell’album?
«Parlo del mio rapporto con i canoni, del volerne stare fuori. Miss Italia è una che vince, è la donna perfetta, in questi brani parlo del sentirmi inadeguata ai canoni, magari non tanto a quelli estetici ma a quelli sociali, a quelli del come si debba fare musica».
Nonostante Sanremo? Ci è arrivata da outsider, ne è uscita fra i vincitori morali: tre settimane al numero 1 nei passaggi radio, sempre in top 5 nella classifica Fimi.
«Ho vinto sì, ma una battaglia con me stessa, soprattutto per la percezione degli altri. Sono felice di essere arrivata così al pubblico: credo di averlo fatto nel modo in cui volevo».
Come?
«Questo è anche un disco sull’accettazione, incentrato sul rapporto fra me e il mio lavoro che ha avuto momenti di grande crisi. Lo racconto anche in “Bibidi bobidi bu”».
«Vorrei fare pop, evitare il flop/ Eppure mi vedo sempre lì di contorno/ Dovrei dire sì oppure no, giuro non lo so».
«Parlo di me, ma credo che tutti ci siamo ritrovati in situazioni simili nella vita. Dopo il secondo disco mi sono trovata davanti al bivio tra pop mainstream e mondo indie: li frequentavo entrambi e mi è stato chiesto di scegliere fra A e B. Mi sono impuntata, sono ancora C, ma ho capito che prima non ero a fuoco. Per fortuna mi sembra che ci sia più permeabilità nel pubblico rispetto a qualche anno fa: nei giorni scorsi ho partecipato alle manifestazione No Kings (un corteo anti trumpiano ndr): anni fa non avrebbero voluto una come me, percepita come “quella della televisione”».
Non c’erano molti suoi colleghi...
«Spero che chi non si è esposto è perché avesse impegni di lavoro e non fosse una scelta di convenienza. A volte bisogna fare i conti con i propri valori».
La si è vista spesso schierata sui temi di attualità, ma questo lato non entra nelle canzoni. Perché?
«Non è il mio modo di fare musica, ma ho una vita al di là della carriera musicale».
«Le brave ragazze» è la sua risposta alle baddie o alle cosiddette brat, le ragazzacce?
«Non è una risposta a nessuno, ma il mio modo di raccontare gli anni del liceo. Eravamo brave ragazze ma con dentro quella ribellione dei sedici anni che spero di aver conservato».
Estate in tour...
«Voglio sperimentare con la performance. Ci sarà una componente coreografica e anche della recitazione. Non ci spingeremo a fare un musical dance ma non sarà soltanto un concerto».