Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 10 Venerdì calendario

Nomine delle partecipate: per Eni, Di Foggia; per Leonardo, Mariani

Il governo ha deciso le nomine al vertice di Enel, Enav, Eni e Leonardo. Dopo aver confermato, qualche giorno fa, Matteo Del Fante come amministratore delegato di Poste italiane e Silvia Rovere come presidente, ha trovato un accordo su altre caselle da riempire, dopo le riunioni e i contatti che in questi giorni si sono succeduti tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e i vicepremier, Antonio Tajani (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega). Tra i vertici delle grandi società da rinnovare manca solo Terna, anche se le scelte sarebbero state fatte e verranno presto formalizzate. Del resto, la partita è molto delicata sia perché si tratta dei vertici di società strategiche sia per la difficoltà di rispettare gli equilibri politici della maggioranza nella distribuzione delle poltrone. I cambiamenti maggiori riguardano il gruppo della difesa Leonardo, dove vengono sostituiti sia l’amministratore delegato sia il presidente. Per la prima casella arriva Lorenzo Mariani, attuale condirettore generale e manager di lungo corso nello stesso gruppo, al posto di Roberto Cingolani, che era stato nominato tre anni fa sempre dal governo Meloni dopo essere stato ministro della Transizione ecologica nell’esecutivo Draghi. Cingolani non gode più del favore di Meloni e il rapporto che pure resta con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, non gli è stata sufficiente per restare in sella. La presidenza di Leonardo, tocca a Giuseppe Macrì, che prende il posto di Stefano Pontecorvo. Macrì, già membro del consiglio di amministrazione di Leonardo dal 2023, è considerato vicino a Fratelli d’Italia.
Alla testa dell’Eni, gigante energetico, c’è la conferma, per la quinta volta, dell’amministratore delegato, Claudio Descalzi, mentre alla presidenza il generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, viene sostituito con l’attuale amministratrice delegata di Terna, Giuseppina Di Foggia, scelta tre anni fa dalla stessa premier, Giorgia Meloni. È invece tramontata l’ipotesi di sostituire il generale Zafarana con l’attuale numero uno delle Fiamme Gialle, Andrea De Gennaro, che, con un emendamento al decreto legge sicurezza, verrà prorogato fino alla fine del 2026.
Il posto di Di Foggia dovrebbe essere preso da Pasqualino Monti, attuale amministratore delegato di Enav, considerato vicino a Fratelli d’Italia. Il giro di giostra vede infatti l’arrivo nell’ente nazionale di assistenza al volo di Igor De Biasio, presidente di Terna in quota Lega, al posto dello stesso Monti, mentre alla presidenza della società delle reti dell’energia dovrebbe andare Stefano Cuzzilla, area Forza Italia. Presidente di Enav è stato designato Sandro Pappalardo, attuale presidente della compagnia Ita airways, in quota Fratelli d’Italia. Il governo ha anche scelto di non cambiare i vertici dell’Enel, dove risultano confermati sia l’amministratore delegato, Flavio Cattaneo, sia il presidente, Paolo Scaroni, in quota Forza Italia. Nel consiglio di amministrazione del gruppo elettrico figura tra gli altri Alessandro Monteduro, attuale capo di gabinetto del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Nel consiglio di amministrazione di Leonardo entrano tra gli altri Enrica Giorgetti, fino a un anno fa storica direttrice generale di Farmindustria, e Francesco Soro, che un anno fa era stato nominato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, direttore generale dello stesso dicastero. Nel cda Eni entrano Matteo Petrella per Fratelli d’italia e Benedetta Fiorini per la Lega.