Corriere della Sera, 10 aprile 2026
Bardella e l’amore per l’erede Borbone (che sogna l’Eliseo)
La copertina di Paris Match per ufficializzare la relazione: Jordan Bardella, probabile candidato del Rassemblement national alle presidenziali 2027 e a soli 30 anni favorito nella corsa all’Eliseo, si è fatto fotografare nella baia di Ajaccio assieme all’aristocratica italiana Maria Carolina di Borbone, nata a Roma 22 anni fa, indicata sul sito della Real Casa come «principessa Maria Carolina di Borbone delle Due Sicilie, Duchessa di Calabria e di Palermo». Manca un anno alle presidenziali e tutto può ancora accadere, ma stando ai sondaggi di questi giorni la Repubblica francese nata con la decapitazione del re potrebbe in futuro avere una première dame discendente di Luigi XIV.
Dell’unione tra il figlio di un’italiana cresciuto in periferia e la principessa delle Due Sicilie si parla dal gennaio di quest’anno, quando la coppia venne filmata mentre usciva dal Grand Palais di Parigi dopo aver partecipato alla serata di gala per i 200 anni del Figaro. Il presidente del Rn ha preferito non commentare per qualche settimana, difendendo il proprio diritto alla vita privata, ma le foto pubblicate da Paris Match – che non sono in posa ma neppure rubate – rappresentano il passaggio a una relazione ufficiale, un mettere le cose in chiaro davanti ai francesi, in vista delle prossime sfide.
I Borbone vivono tra Parigi, Roma e Monaco. Jordan Bardella e Maria Carolina di Borbone si sarebbero incontrati in occasione del Gran Premio di Formula 1 di Montecarlo nel maggio 2025. La giovane donna è appassionata di motori e poco dopo è rimasta vittima di un grave incidente sulla Harley-Davidson regalatale dai genitori. Maria Carolina, sorella di Maria Chiara di due anni più giovane, è figlia di Carlo di Borbone delle Due Sicilie e di Camilla Crociani, erede della società di alta tecnologia Vitrociset fondata dal padre Camillo Crociani.
Nel documentario Monaco, Cap sur le Rocher diffuso l’estate scorsa, Maria Carolina racconta di avere ricevuto un’educazione esigente: «A un certo punto avevamo più di dodici insegnanti a casa. Molti pensano che stessimo in pigiama a seguire le lezioni ma non è così. Avevamo un’uniforme, e orari molto rigidi con docenti che venivano da diverse scuole e università a Monaco, a Parigi, a Roma. Viaggiavamo sempre con loro».