Corriere della Sera, 10 aprile 2026
Melania Trump: «Mai stata amica di Epstein»
«Buon pomeriggio. Le bugie che mi collegano al vergognoso Jeffrey Epstein devono finire oggi». Melania Trump è apparsa in tv alle 14.30 di ieri ora di Washington, le 20.30 in Italia, in diretta dalla Casa Bianca. Nessuno, nei media, conosceva l’argomento in anticipo: si pensava che volesse promuovere una sua iniziativa benefica. Il marito lo sapeva? Non era immediatamente chiaro, ieri: di sicuro la first lady ha un proprio ufficio stampa e può comunicare in autonomia (anche se l’ala est, dove c’era il suo ufficio, è stata demolita per far spazio alla futura sala da ballo).
Melania ha ripetuto di non aver nulla a che fare con Epstein o Ghislaine Maxwell, e ha chiesto al Congresso di far parlare le vittime di Epstein sotto giuramento durante un’audizione ufficiale. Ha poi fatto «postare» il video integrale sul sito ufficiale della Casa Bianca e sul suo Twitter/X governativo.
Non sono mai stata coinvolta: non ero una partecipan-te, non sono mai stata sull’aereo di Epstein e non ho mai visitato la sua isola Queste calunnie su di me devono finire
Perché questa scelta, e perché proprio ieri? È stata una decisione sorprendente perché Melania appare in modo estremamente periferico negli Epstein files finora pubblicati: c’è una sua risposta a una email di Ghislaine Maxwell, ma è uno scambio generico e non compromettente. Nel discorso di circa cinque minuti, senza rispondere a domande, ha negato di essere amica di Epstein, ha ripetuto che le circostanze nelle quali ha conosciuto il marito – una festa a New York nel 1998 – non hanno nulla a che fare con Epstein e sono già state raccontate da lei nel suo libro autobiografico, Melania.
Un altro aspetto bizzarro della strategia comunicativa della moglie del presidente è che nessuno le aveva chiesto di giustificarsi, e quando qualcuno – come lo stratega democratico James Carville – aveva fatto insinuazioni poco gradevoli sul passato della first lady, dicendo in un podcast che era stato Epstein a presentarle Trump, gli avvocati di Melania erano passati immediatamente all’azione. Carville era stato costretto a cancellare il video e a scusarsi per evitare una causa. Stessa cosa accaduta a Daily Beast e alla casa editrice Harper Collins UK, costretti a scusarsi e ritrattare affermazioni dello stesso tenore.
Le persone che mentono su di me sono prive di standard etici, umiltà e rispetto… rifiuto i loro meschini tentativi di diffamarmi Ogni tanto Donald e io venivamo invitati alle stesse feste di Epstein
Nel discorso di ieri Melania ha garantito che continuerà a difendersi in sede civile, ma certo sorprende il passaggio del discorso nel quale sottolinea che non è mai stata una «vittima» di Epstein, né accusata né condannata per crimini «relativi al traffico sessuale, all’abuso di minori e ad altri comportamenti ripugnanti». Nessuno aveva sostenuto il contrario, e sentire quelle parole da una first lady, durante un discorso ufficiale alla Casa Bianca, fa impressione.
Il video, dopo un’ora, macinava engagement: 200.000 clic sull’account di Melania, e la diffusione capillare e bipartisan le ha garantito di diventare subito «trending topic» del social. Ancor più su TikTok, destinazione naturale dei video virali.
La domanda rimasta senza risposta: perché? Voleva parlarne da tempo? Oppure ieri stava cercando frettolosamente di anticipare l’uscita di qualche rivelazione spiacevole?