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 2026  aprile 09 Giovedì calendario

Si è dimesso il prete accusato di spaccio

Quando si parla di don Mario Viano a Bosconero, in tanti ricordano una fotografia. Lui in processione fuori dalla chiesa di San Giovanni Battista con abito talare, paramenti e tricorno con il fiocco. Ma soprattutto con un gatto norvegese su una spalla e con l’altro braccio allungato in avanti, come gesto di accoglienza, come se stesse accennando a qualche fedele di unirsi a lui.
Il paese del Canavese, centro di tremila anime, ricorda così il suo parroco, da settimane scomparso nel nulla. Nessuno sa dove sia. E anche se le pattuglie dei carabinieri le hanno viste arrivare nella parrocchia e si sono fatti domande, i residenti accettano la spiegazione che circola di più, quella più semplice: «Don Mario si è ammalato».
Il parroco di Bosconero e abate dell’abbazia di Fruttuaria nella vicina San Benigno, è stato denunciato a piede libero per possesso di droga ai fini di spaccio. Una perquisizione dei carabinieri forestali nei locali della parrocchia, nelle scorse settimane, ha permesso di recuperare in canonica circa 200 grammi di marijuana. Un quantitativo superiore all’uso personale, per cui sono scattati gli accertamenti della procura di Ivrea, guidata da Gabriella Viglione. Gli investigatori vogliono vederci chiaro, capire l’uso della sostanza stupefacente e la sua provenienza.
I militari, inizialmente, sarebbero arrivati nella canonica di Bosconero non per la droga, ma per degli animali. Era scappata una capretta da una cascina alle porte di Ozegna (il paese dove don Mario era stato viceparroco) che alla fine sarebbe risultata appartenere proprio al sacerdote. Da lì, sarebbero scattati degli accertamenti e i forestali sono arrivati anche nella canonica. Hanno trovato una ventina di gatti, molti dei quali delle preziose razze «Maine Coon» e «Ragdoll». Sono animali che costano migliaia di euro: gli inquirenti sospettano che, senza autorizzazione, il parroco li vendesse. Ma al momento restano solo ipotesi.
Non è finita qui. Perché nei locali vissuti da don Mario sarebbero stati rinvenuti anche dei serpenti. Rettili che il sacerdote avrebbe tenuto anche in Arcivescovado, a Ivrea, nascosti dentro alcune teche nel suo armadio personale.
Gli accertamenti sono in corso. E solo le indagini potranno far emerge la verità. Il parroco, indagato dalla procura di Ivrea, sarebbe intanto stato sospeso dalla diocesi, che sulla vicenda al momento non rilascia commenti. Nessuna dichiarazione nemmeno da parte della sindaca di Bosconero.
Il paese si appresta a celebrare la Pasqua senza il suo don. Ieri sera, alla veglia del Venerdì Santo, c’era un comune senso di smarrimento tra i fedeli. Lo raccontano come una «bravissima persona». «Era un prete intraprendente e pieno di vitalità – dice una signora – Con mille progetti in testa. Ha fatto in modo che la comunità di Bosconero fosse viva e ricca». Un altro cittadino ne parla come un «prete fuori dal comune, simpatico, ironico e grande appassionato di entomologia».
Così anche a San Benigno: «Ha ridato all’Abbazia il lustro che merita». In tanti ricordano poi la passione di don Mario per gli animali. «Portava sempre un gatto sulla spalla alla festa di Sant’Antonio quando c’era la benedizione» dice qualcuno, facendo riferimento alla fotografia. «Ha sempre avuto la passione per gli animali esotici – dice un’altra signora – Serpenti ma anche tartarughe e pappagalli». Ancora: «Regalava a tutti uova delle sue galline nei periodi di maggior produzione...Insomma, un don Camillo dei giorni nostri».