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 2026  aprile 09 Giovedì calendario

In Giappone il dating che sfida la legge sul cognome unico

 Un modo creativo per provare ad “aggirare” la legge che impone alle coppie sposate di scegliere un solo cognome: organizzare degli incontri dove i partecipanti hanno, appunto, lo stesso cognome. L’idea è venuta ad un’associazione di Tokyo, la Asuniwa, che dalla fine di marzo a oggi ha già lanciato una serie di eventi di dating del genere: incontri per single che “offrono un’occasione unica a chi condivide lo stesso cognome di incontrare qualcuno con cui sposarsi legalmente senza che nessuno dei due debba cambiare nome”, spiegano gli organizzatori al quotidiano giapponese Mainichi.
Per la legge giapponese, “le coppie che registrano formalmente il proprio matrimonio presso le autorità pubbliche devono adottare un unico cognome. È prevista un’eccezione nel caso in cui uno dei partner sia cittadino straniero. Il dibattito alla Dieta (il Parlamento, ndr) sull’introduzione della possibilità di mantenere cognomi diversi è in fase di stallo da anni”, ricorda ancora il quotidiano nipponico. Pure la premier Sanae Takaichi, come grandissima parte del suo partito conservatore, è contraria a cambiare questa legge (Takaichi ha assunto il cognome del marito, Yamamoto, durante il loro primo matrimonio, conclusosi nel 2017. Quando si sono risposati nel 2021, è stato lui a prendere il cognome Takaichi). Le coppie sono libere di scegliere quale cognome adottare al momento del matrimonio, ma nel 95% dei casi è la donna a prendere il cognome del marito. Molte donne continuano a usare il proprio cognome di famiglia sul posto di lavoro e il cognome legale da sposate nei documenti ufficiali. Il che può creare confusione.
Come funzionano questi incontri? Ogni sessione si concentra su un cognome: Suzuki, Tanaka, Sato o Ito. A ogni evento possono partecipare fino a 30 persone. Nel corso di un’ora e mezza, gruppi di quattro persone, due uomini e due donne, chiacchierano per 15 minuti alla volta, cambiando partner dopo ogni round. Incontri al buio, ma almeno una cosa in comune sanno di averla: il cognome. E poi si vedrà. “Non avevo pensato molto all’idea di sposare un’altra Suzuki, ma ora capisco perché è un’opzione sicura”, racconta al Guardian, che è stato ad uno di questi eventi a Tokyo, Taisho Suzuki, un impiegato di 33 anni. “Non voglio rinunciare al mio cognome quando mi sposerò, e so che molte donne la pensano allo stesso modo”.
“Sebbene il governo consenta l’uso del cognome di nascita accanto a quello da coniugato su passaporti, patenti di guida e altri documenti, il Giappone rimane l’unico Paese al mondo che impone ai coniugi di usare lo stesso cognome. Anche il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione contro le donne ha invitato il governo giapponese a rivedere le leggi e a introdurre un sistema selettivo di doppio cognome”, ricorda ancora il quotidiano britannico.
“Abbiamo lanciato il progetto per mettere in luce un problema sempre più diffuso in Giappone, dato che molte persone esitano a sposarsi a causa dell’obbligo di cambiare cognome”, racconta Yuka Maruyama, ideatrice del progetto alla Asuniwa. “Volevamo proporre un’idea semplice e un po’ divertente – mettere in contatto persone che condividono già lo stesso cognome – per rendere questo problema più visibile e più facile da comprendere”.