Corriere della Sera, 9 aprile 2026
La reazione italiana ai colpi contro l’Unifil
L’ira di Giorgia Meloni. Poche ore dopo i colpi di avvertimento delle forze di difesa israeliane contro i mezzi dell’Unifil, la forza d’interposizione Onu in Libano, arriva una nota, dura, da Palazzo Chigi: «Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime la sua ferma condanna per quanto accaduto oggi nel Sud del Libano». Colpi partiti non certo per un errore: «Un convoglio italiano appartenente a Unifil, e chiaramente individuabile come tale, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’esercito israeliano». Palazzo Chigi ricorda le premesse della forza Onu: «I militari italiani sono presenti in Libano sulla base di un mandato ricevuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e agiscono nell’interesse del mantenimento della pace». Ed è quindi «del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite».
I toni sono forse i più netti di sempre nei confronti dello Stato ebraico: «Israele dovrà chiarire quanto accaduto e, in questo quadro, il presidente Meloni attende gli esiti della convocazione alla Farnesina dell’ambasciatore d’Israele a Roma, su iniziativa del vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani». Nella nota, Meloni sottolinea anche che «il cessate il fuoco concordato tra Iran, Stati Uniti ed Israele è un’opportunità da cogliere per porre fine anche alla guerra in Libano». Certo, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva subito fatto sapere di non considerare parte dell’accordo le forze di Hezbollah in Libano. La premier concorda sul fatto che «la decisione di Hezbollah di trascinare la nazione in questo conflitto è stata irresponsabile» ma spende lo stesso aggettivo per i «continui attacchi israeliani in Libano, che hanno già provocato troppi morti e un inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente». E dunque, «l’Italia ribadisce ancora una volta con fermezza la necessità di garantire la sicurezza dei soldati italiani». Tajani, già prima della nota della premier, aveva postato su X: «Ho appena dato indicazioni di convocare al ministero l’ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto in Libano. I militari italiani non si toccano».
La convocazione, alle 19.30, si è svolta dopo che il ministro ha avuto «un lungo colloquio telefonico» con il presidente del Libano Joseph Aoun a cui ha «espresso la solidarietà del governo per gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele. Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza». Più tardi, Tajani sottolinea che «la situazione è molto complicata, la tregua è molto fragile però bisogna rinforzarla. Israele ha sbagliato ad attaccare il Libano». E conclude: «Dobbiamo assolutamente evitare un ulteriore allargamento del conflitto che metta a repentaglio la tregua in Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz».