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 2026  aprile 08 Mercoledì calendario

Ritrovata in Inghilterra la Maria Maddalena di Raffaello

Un eccezionale ritrovamento scuote il mondo dell’arte internazionale: la Maria Maddalena di Raffaello Sanzio è riapparsa in Inghilterra. L’opera, rimasta nell’ombra per secoli a causa di una catalogazione errata e di una pesante parchettatura che ne nascondeva il pannello originale, assottigliato fino a soli 3 millimetri, è stata identificata grazie a uno studio multidisciplinare pubblicato su Open Science.
Il team di esperti, composto da Stefano Fortunati, Nathalie Nolde, Jean-Charles Pomerol, Duong Thoaï N’Guyen e Alessandro Casati, ha incrociato analisi chimico-fisiche e ricerche d’archivio per restituire la paternità del dipinto al genio urbinate, innescando un terremoto critico che coinvolge direttamente la Galleria Palatina di Firenze.
La riscoperta della versione inglese mette seriamente in discussione l’autenticità della “Maddalena” conservata a Firenze, tradizionalmente attribuita al Perugino. Per secoli, l’opera fiorentina è stata considerata l’originale, nonostante l’attribuzione avesse oscillato in passato tra nomi del calibro di Leonardo, Francia e Franciabigio.
Stefano Fortunati ha rinvenuto negli archivi del duca di Urbino tracce precise di una Maddalena di mano di Raffaello, scomparsa dagli inventari dopo la morte di Francesco Maria II.
Al contrario, non esistono documenti certi che attestino l’esistenza di una Maddalena dipinta dal Perugino. Già nel XIX secolo, diversi studiosi avevano notato una “debolezza esecutiva” nella versione della Palatina, caratterizzata da un’iconografia sensuale lontana dalla consueta pietà religiosa del maestro umbro.
Le indagini riflettografiche all’infrarosso hanno rivelato discrepanze decisive tra le due tele: nella versione riscoperta in Inghilterra sono emersi numerosi ripensamenti dell’artista, come una ciocca di capelli abbozzata sulla spalla e poi cancellata, o correzioni nella forma degli occhi. Questi “errori” sono la firma del processo creativo di un originale. La versione fiorentina, al contrario, non mostra alcun disegno preparatorio né pentimenti, tratti tipici di una copia di bottega.
La Maddalena inglese vanta strati pittorici di uno spessore inferiore al millimetro, segno di una maestria tecnica sublime. A Firenze, la stesura appare meno sottile e la pennellata sulla mano è fin troppo visibile, in contrasto con la proverbiale levigatezza rinascimentale.
Nel dipinto ritrovato, il velo sul busto prosegue con logica fino al polso. Nella versione della Palatina, questo dettaglio è sostituito da una stesura scura e indistinta, che crea l’illusione ottica di una mano quasi “staccata” dal resto del corpo.
Un ultimo indizio rivelatore riguarda l’iscrizione sul busto: “S. Maria Madalena”. La scelta del volgare invece del latino è apparsa agli esperti come un’anomalia culturale per un’opera che ambiva alla cultura visiva colta del Rinascimento, suggerendo una semplificazione operata dal copista fiorentino rispetto all’originale di Raffaello.