La Stampa, 8 aprile 2026
Bianca Guaccero parla della sua vita sentimentale
Operazione Guaccero, fase due. «Non posso che confermare – ride divertita la diretta interessata – Milly Carlucci è stato il mio Stargate, e Giulia Vecchio profetica». Alla prima Bianca Guaccero non ha ancora smesso di dire grazie («le devo tutto»), alla seconda invece ha subito telefonato: «Adoro l’ironia e mi sono complimentata con Giulia per quest’idea dell’operazione Guaccero proposta al Gialappashow». Che però, appunto, non è solo un riuscito tormentone comico. La vittoria a Ballando con le stelle nel 2024 le ha davvero stravolto la vita: da lì in poi ha ritrovato, nell’ordine, l’amore (con il ballerino Giovanni Pernice), la visibilità e un ingaggio dopo l’altro. È tornata a condurre e anche a recitare: è sul set di una fiction al femminile, il cui titolo provvisorio è Ci vorrebbe un’amica. Dal 10 aprile la ritroveremo anche nella versione Special di Dalla strada al palco, su Rai1: non più come presentatrice insieme a Nek (che è uscito dal cast) ma in versione Passante Importante, affiancando alla pari gli altri giurati Carlo Conti, Nino Frassica e Mara Venier.
Perché non promuoverla a padrona di casa assoluta?
«È cambiato l’assetto del programma: si è voluto destrutturarlo, eliminando la conduzione classica, in modo da proporre un talent ancora più di cuore, vissuto insieme ai concorrenti. Inoltre devo ancora crescere come presentatrice: l’intrattenimento è un mondo che ho avvicinato nel 2018 con Detto fatto (la mia “università” della conduzione) ma ho ancora molto da imparare. È un onore sedere in giuria insieme a istituzioni della tv: la mia promozione è già questa».
I concorrenti arrivano dalla strada e lì tornano. Quanto è importante accendere i riflettori sulla passione slegata dai risultati?
«È fondamentale. L’amatorialità caratterizzava la gioventù di una volta, non quella attuale: noi cantavamo con un phon in mano, da soli allo specchio, loro davanti alle finestre sempre aperte dei social, parlando a un pubblico sterminato e giudicante. A volte rimpiango l’ingenuità dei nostri anni, quando l’unica realtà era quella, nuda e cruda, della quotidianità. Il tempo scorreva più lento e ti permetteva di guardarti dentro, farti domande, annoiarti. La noia è lo spazio di creatività che tutti noi, adulti e ragazzi, abbiamo purtroppo perso».
Le è mai successo di perdere di vista il suo talento, per via delle critiche o delle aspettative altrui?
«C’è stato un momento in cui ho pensato che non ce l’avrei fatta. Mi sono sempre sentita figlia di nessuno: venivo da tutto un altro mondo – lontano anche geograficamente da Roma –, ero un outsider del gossip, dei social, dei salotti che contano. Non ho mai fatto vita mondana: sebbene ami alla follia il palco, una volta che lo show finisce io chiudo bottega, come farebbe un panettiere, e vado a casa, a cercare la vita vera. Gli affetti sono importanti quanto il lavoro. Ho sempre voluto tenere distinti il piano privato e quello professionale, l’unica eccezione è stata Ballando con le stelle, ma è capitato: lì ho conosciuto Giovanni e ci siamo innamorati davanti alle telecamere».
Online già mormorano di una sua gravidanza, lo sa?
«Già dopo tre mesi ci chiedevano quando ci saremmo sposati... e mo’ un figlio? Ragazzi, così funziona Beautiful. A casa mia no. Proprio perché vengo da un matrimonio finito e ho una figlia, la mia priorità assoluta, so che prima di tutto bisogna conoscersi negli alti e nei bassi della vita. È così che si costruisce la prima casa: quella dell’intimità del cuore. Fatto questo, puoi costruire un nido di mattoni: convivere, sposarti o fare figli. Ora è presto».
Quanto la frena la precedente delusione?
«Gianni mi ha insegnato a fidarmi nuovamente dell’amore e degli uomini. Il nostro è un legame speciale, completamente alla pari: prima tendevo a elevare l’altro, anche a discapito delle mie esigenze perché mi sembrava che il partner fosse sempre meglio di me. Gianni mi ha insegnato il valore della condivisione. Con lui mi sento affiancata e più leggera. Ho capito che l’unico vero errore, che mi trascinavo dietro, era concepirmi sempre da sola: tenevo per me i momenti di tristezza per non appesantire gli altri. O forse avevo solo paura: nella fragilità ci si sente più nudi, esposti. Poi ho capito che è nelle debolezze che le persone si incontrano veramente. L’ho imparato a Ballando: dopo aver raccontato dei miei attacchi di panico, molte mamme mi hanno ringraziato perché le figlie, che soffrono di ansia, si erano sentite meno sole. Quando qualche mese fa è morto papà – un dolore straziante – ho resistito alla tentazione di chiudermi in me stessa: ho cercato di condividere il dolore con Gianni e gli amici».
L’amore, la conduzione, il ritorno alla recitazione: piano piano si sta riprendendo tutti i suoi desideri?
«Non li ho mai abbandonati. Il mercato tende però a concepire le carriere in modo settoriale: o conduci o reciti. La mia scommessa è provare a tenere tutto insieme, in equilibrio, senza trascurare nulla. Come dico sempre, la mia vita si suddivide in decenni e ogni volta cambio pelle. Sto rinascendo anche stavolta».