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 2026  aprile 08 Mercoledì calendario

Gianni Iapichino parla delle figlie

Gianni Iapichino, padre e allenatore di Larissa e Anastasia, ex marito di Fiona May: insomma, a “proteggere” le sue figlie è lei o Patrick Stevens, compagno di Fiona che ha usato questo termine durante una puntata di Pechino Express?
“Voglio sperare che questo sia stato detto per poca conoscenza della lingua italiana, magari Patrick voleva dire qualcos’altro, in fondo anche Fiona non mastica perfettamente l’italiano. Però, c’è già chi pensa a proteggere Larissa e Anastasia dal punto di vista maschile, e quello sono io. Secondo, non so come possa proteggere le mie figlie una persona che vive in Belgio quando loro stanno principalmente con me a Firenze”.
Più che una famiglia, una dinastia. Da trent’anni gli Iapichino-May sono leggenda dello sport, ma anche storia della pubblicità, del costume e della televisione. Per non venire meno a questa vocazione la due volte campionessa del mondo di salto in lungo Fiona May è in gara a Pechino Express, pochi giorni dopo che la figlia Larissa Iapichino ha conquistato l’argento ai mondiali indoor di Torun. Ma in questa avventura estrema in Oriente, Fiona è diventata star dei social con sfuriate, liti e parolacce con Jo Squillo, mentre il fidanzato belga Patrick, bronzo nei 200 agli Europei 1994, quattro Olimpiadi, ha svelato la promessa al padre morente di Fiona di “proteggere lei, Larissa e Anastasia”.
Le ha dato fastidio questa affermazione?
“Forse col signor Winston, una gran bella persona scomparsa nel 2023, Patrick avrà usato un termine tipo “take care” riguardo alle mie figlie. Ma per il resto mi sembra tutto fuori dalla realtà”.
Pechino Express sta svelando l’immagine di una Fiona May competitiva, aggressiva, come se fosse ancora alle Olimpiadi: lei si definisce “musona, antipatica”, la stupisce?
“Non mi ha stupito perché la conosco. Ai suoi tempi non c’era molta solidarietà tra le atlete e lei teneva un profilo basso, ma dentro di sé era così. Ora magari non ha più freni inibitori ed esce quel carattere che le ha permesso di essere una grande campionessa. Ma nella vita di tutti i giorni bisognerebbe stare attenti a non farlo uscire troppo, perché si rischia di andare oltre i limiti. Quello che ho visto non è molto edificante”.
Larissa disse “Povero babbo, dovrebbero farlo santo”: quanto è stato difficile gestire due figlie in questa situazione?
“Ho sempre cercato di far buon viso a cattivo gioco, nelle tribolazioni della vita che abbiamo affrontato con Larissa e Anastasia dopo il matrimonio. Mi sono messo a disposizione delle mie figlie e ho cercato di fare il massimo. Ho messo il futuro delle mie figlie al primo posto”.
In concreto cosa significa?
“Ho rinunciato, per esempio, al mio lavoro di maestro di golf, che avrei esercitato a Miami”.
Quanto tempo le rimane per sé stesso?
“Per Gianni Iapichino non c’è niente. Sono anni che non faccio vacanze, perché quando Larissa finisce di gareggiare Anastasia inizia a studiare a scuola”.
Rimpianti?
“Nessuno. Anzi, uno. Quello di aver tolto tempo alla mia relazione con la mia compagna Silvia Saliti, costruita in sette anni: potrei darle di più. Anche lei ha rinunciato a un importante incarico manageriale a Singapore, per seguire al meglio la carriera di Larissa. Spesso ci troviamo a dire “potevamo farci un bel weekend e non possiamo per questo o quel motivo”. Ma con la visione di Silvia abbiamo creato un’organizzazione familiare anche se non siamo sposati,
e un’agenzia, JUMP, che si occupa non solo di Larissa ma anche di altri atleti, calciatori compresi, dalla procura sportiva al marketing fino al personal branding”.
Quanto è stato difficile gestire una figlia campionessa e un’altra che non ama lo sport?
“Anastasia, in realtà, è baciata dalla natura, un talento mostruoso che avrebbe potuto fare tutto, dall’atletica al volley. Ma in lei c’è questo rifiuto verso lo sport agonistico, perché in casa ha vissuto tutto questo caos e ne vuole stare fuori. Non ho mai forzato Larissa, figuriamoci lei. Ma Anastasia è molto estroversa, simpatica, portata per le pubbliche relazioni. Studia al Liceo delle Scienze Umane Economico-Sociale, sono felice perché sono riuscito a farle apprezzare materie tipo matematica e fisica che prima lei pensava fossero impossibili. Sta più con me che con la madre, ma questa non è una polemica, assolutamente, lo faccio volentieri. La scuola di Anastasia è vicina, e lei si appoggia da noi dal lunedì al venerdì prima di tornare a Barberino. In questo modo sta imparando a conoscere Firenze, le bellezze, l’arte, uscendo dalla sola realtà del Mugello”.
E Larissa, in che fase della sua carriera è?
“Ha rotto il ghiaccio vincendo la prima medaglia globale, e spero che questo sia l’inizio di una serie di gare a cui arriverà senza il freno a mano tirato. È molto più consapevole del suo corpo, riesce a darmi feedback sempre più credibili. In lei ho visto la fame, la fame vera di vincere medaglie. Sta diventando come il lupo quando sente il sangue, e ora vuole andare a prendersi quel che si merita”.