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 2026  aprile 08 Mercoledì calendario

Nelle spiagge italiane raccolti 77 mozziconi ogni 100 metri

Più di 50mila mozziconi di sigaretta (50.053) raccolti in 653 transetti dal 2014 al 2026, con una media di 77 ogni 100 metri lineari di spiaggia. Una presenza costante che segue quella della plastica (61.785 frammenti nei dodici anni di monitoraggio) e che, insieme a quella degli altri rifiuti abbandonati, costituisce una minaccia per mare, lidi e biodiversità. La conferma arriva dai nuovi dati dell’indagine Beach Litter che Legambiente ha diffuso in vista della Giornata nazionale del mare (11 aprile) e del weekend di mobilitazione del 10,11, 12 aprile di «Spiagge e Fondali Puliti 2026», giunto alla 36esima edizione (su www.legambiente.it è possibile scoprire gli oltre 80 appuntamenti previsti). L’obiettivo è quello di denunciare l’incuria e l’abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata, promuovere la tutela dell’ecosistema marino. 

In particolare, prosegue il report, i mozziconi costituiscono l’87% dei 57.099 «rifiuti di fumo» (che includono anche accendini, pacchetti di sigarette, scatole per tabacco o sigarette in carta) trovati,
nonostante in Italia il Collegato Ambientale alla legge di stabilità 2014 (Legge 221/2015) preveda multe dai 30 ai 300 euro per chi abbandona mozziconi sul suolo, nelle acque e negli scarichi. Secondo lo studio Digital Report del Marine LitterWatch dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, pubblicato il 17 marzo 2026 (dati raccolti dal 2013 al 2024), i mozziconi sono i rifiuti più abbondanti nei monitoraggi sul Baltico (11,6% di tutti i rifiuti), sul Mar Nero (38,4%) e al secondo posto sulle spiagge dell’oceano Atlantico nord-orientale (10,3%, dopo i frammenti di plastica con il 12,2%). Composti in gran parte in acetato di cellulosa, i filtri di sigaretta sono fatti di un materiale plastico che non si biodegrada facilmente, anzi, come ha evidenziato un recente studio dell’università Federico II di Napoli, va incontro a una progressiva frammentazione in particelle sempre più piccole, anche dopo dieci anni che è disperso nell’ambiente, rappresentando una minaccia anche per la biodiversità e per diverse specie. In Italia tra quelle più a rischio ci sono la tartaruga Caretta caretta e il fratino (Anarhynchus alexandrinus). 
Il problema della dispersione dei rifiuti in mare e in spiaggia «resta un’emergenza in Italia e nel resto del mondo da affrontare al più presto. Per contrastare il marine e il beach litter è fondamentale ridurre l’usa e getta, prevedere più campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche più controlli e sanzioni effettive», commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, richiamando anche la necessità di garantire la piena applicazione della direttiva Europa SUP 2019/904 sulla plastica monouso che prevede anche il principio della Responsabilità estesa del produttore (EPR) di tabacco, che obbliga i produttori a coprire i costi di gestione dei rifiuti (pulizia, trasporto e trattamento dei mozziconi abbandonati). 
Intanto crescono nei territori comunali della Penisola le ordinanze antifumo sul lungomare e sulla battigia. Sono 18 quelle «censite» al momento da Legambiente: l’ultima in ordine di arrivo è quella di Pesaro, che ha rafforzato l’ordinanza emanata nel 2019, ampliandone l’area di applicazione (dai primi 5 metri dalla battigia e nelle acque fino a 200 metri dalla riva lungo tutte le spiagge comunali, a tutto l’arenile, come si legge sul sito del comune). Ordinanze antifumo sono state emanate negli scorsi anni anche a San Benedetto del Tronto, Rimini, Cesenatico, Ravenna, Latina, Pomezia, Gaeta, Lerici, Arenzano e Loano, Porto Cesareo, Barletta, Arzachena, Alghero, Oristano, Olbia, Tortolì e Quartu Sant’Elena. Legambiente segnala che anche Roma si prepara a vietare il fumo, comprese le sigarette elettroniche, sulle spiagge del litorale.