Corriere della Sera, 8 aprile 2026
Piantedosi, il dossier sicurezza per dimenticare il caso Conte
Chiudere la questione, che l’interessato definisce «privata», perché «abbiamo molte cose su cui lavorare», e tornare a occuparsi dei dossier che sono core business per il governo: sbarchi e sicurezza. Con questi intendimenti, manifestati anche ai presenti, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è tornato ieri a Palazzo Chigi. Per una «riunione di coordinamento e aggiornamento periodico sullo stato di avanzamento delle misure in corso», come filtra dalla presidenza del Consiglio. «Solo una riunione tecnica», assicurano i suoi. Con un parterre di tutto rispetto però: i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la ragioniera generale dello Stato Daria Perrotta e il capo di Gabinetto Gaetano Caputi. Non c’è Giorgia Meloni. All’ordine del giorno 4 provvedimenti: il decreto sicurezza e i disegni di legge sull’immigrazione, sulle assunzioni nelle forze dell’ordine e sulla polizia locale.
Un ritorno sulla scena, per Piantedosi, dopo la rivelazione della giornalista Claudia Conte, otto giorni fa, di avere una relazione col ministro. Rivelazione che resta sullo sfondo e agita la politica. La fase delle indiscrezioni e delle fotografie che ritraggono Conte al fianco di numerosi politici e in svariate circostanze pubbliche, che testimoniano di incarichi e impegni per istituzioni, è davvero finita come si augura Piantedosi? Si trattava solo della «vendetta di una donna innamorata», come dicono in ambienti del Viminale? O la rivelazione, come invece ritengono molti altri nei Palazzi, potrebbe avere una regia occulta pronta a riaccendere l’attenzione? Possono filtrare altre foto o, peggio, circolare conversazioni private non emerse, testimonianze? Uno stillicidio di indiscrezioni, con ogni evidenza, non consentirebbe di considerare la vicenda davvero archiviata e di voltare pagina. Ma tornerebbe a investire il governo. Anche perché l’opposizione non molla: «Non ci interessano i fatti privati del ministro – ha detto ieri a Di Martedì Elly Schlein – ma un membro del governo dovrebbe fare chiarezza sugli incarichi ottenuti dalla giornalista, dalla docenza alla scuola di polizia alla consulenza nella commissione periferie. Colpisce il fatto che il ministro sia completamente sparito».
Conte, dopo la rivelazione dell’affaire, si è eclissata. Poca attività sui social, nessuna dichiarazione a parte quella strappata dalla troupe di È sempre Cartabianca: «Mi sono affidata a un legale che tutela la mia immagine e la mia reputazione, vi chiedo rispetto. Avrete tutte le risposte».
Ieri sera però Conte è tornata in onda con il programma che RadioRai le ha affidato, La mezz’ora legale. Sua ospite era Francesca Pascale. «L’abbiamo registrata prima che scoppiasse il caso – racconta Pascale —. Conosco Claudia Conte da tempo, l’ho sempre vista molto in giro. Non le ho mai chiesto con chi stesse». La ex compagna di Berlusconi tiene a puntualizzare: «Mi dispiace che a pagare il prezzo più alto sia anche in questa orribile situazione una donna. Non è giusto». La trasmissione – sui diritti delle donne in Iran e femminismo, argomenti bandiera anche per Pascale che prepara un rientro in politica – è l’ultima registrata, prima che esplodesse il caso. Altre puntate non sono previste.
A proposito del rientro di Piantedosi sulla scena pubblica, oggi non sarà al Quirinale per i 174 anni dalla costituzione della Polizia di Stato. «Non era previsto», assicurano dal Viminale. E domani in Parlamento, quando Giorgia Meloni riferirà in Aula sull’attività di governo, il ministro dell’Interno ci sarà? «L’impegno è in agenda». Almeno per ora.