Il Messaggero, 7 aprile 2026
Bankitalia, piano dismissioni: 24 immobili per 31 milioni
Dopo aver rimesso sul mercato il Salone Margherita di Roma, con una base d’asta fissata dal 29 dicembre 2025, la Banca d’Italia ha avviato il 27 febbraio 2026 la procedura d’asta per cinque ex filiali – Alessandria, Enna, Imperia, Novara e Varese – che rientrano nell’elenco complessivo di 24 immobili disponibili per la vendita – 22 ex filiali, un teatro, 1 alloggio -, per un valore base totale pari a 31,35 milioni. Il valore di gara complessivo delle ultime cinque filiali è di 18,6 milioni. Della merce sul mercato, prima del Margherita, la valutazione più elevata è assegnata alla sede di Varese (4,75 milioni, destinazione direzionale e residenziale con 4 alloggi e pertinenze), anche per il vincolo indiretto legato alla vicinanza a Villa e Parco D’Este.
Le dismissioni puntano a ridurre i costi di gestione di edifici spesso chiusi da anni ma ancora onerosi in termini di manutenzione.
La novità rispetto ai tentativi del passato è rappresentata dall’introduzione di un meccanismo più chiaro così da rendere più accessibile e leggibile il processo per i potenziali acquirenti. Il pezzo più pregiato resta tuttavia il Salone Margherita nel centro di Roma, per il quale il 26 aprile saranno presentate le manifestazioni di interesse. La base d’asta è fissata a 5 milioni per un immobile unico: l’unico esempio nella Capitale di teatro café-chantant rimasto pressoché immutato nel tempo, sottoposto a stringenti vincoli della Sovrintendenza. L’edificio fu acquisito dalla Banca nel 1893 dal barone Lazzaroni, debitore insolvente, ed è sempre stato destinato ad attività teatrali.
TASSELLO STRATEGICO
Il percorso di dismissioni ad uso funzionale iniziato con Mario Draghi e proseguito con Ignazio Visco, è un aspetto dell’andamento gestionale di via Nazionale al quale il Governatore Fabio Panetta annette particolare importanza. Nonostante le difficoltà, Via Nazionale ha mantenuto un approccio paziente: dei 106 immobili iniziali – tra Filiali, appartamenti per il personale e altri asset non strumentali – circa due terzi sono stati già ceduti. Con la gestione del Governatore Panetta è stato impresso una modalità precisa. Restano da vendere una ventina di ex Filiali, alcune chiuse da oltre quindici anni, come Enna (2008) o Imperia e Asti (2009), mentre Novara e Varese risultano inutilizzate dal 2016. L’obiettivo dichiarato è completare entro la fine dell’anno almeno le dismissioni più datate, grazie a una procedura che prevede una prima fase di raccolta delle manifestazioni di interesse seguita da offerte vincolanti e rilanci, con assegnazione finale affidata a una commissione interna.
In parallelo prosegue la razionalizzazione. Le sedi di Livorno e Brescia sono in fase di chiusura e passeranno sotto la gestione del Dipartimento immobili e appalti. E solo dopo la chiusura definitiva saranno messe in vendita. Il bilancio dell’istituto non dettaglia i proventi complessivi delle vendite.
La dismissione degli immobili rappresenta un tassello strategico nel piano triennale di Panetta, orientato al contenimento dei costi anche in funzione di nuovi investimenti.