Il Messaggero, 7 aprile 2026
Roma regina del "cashless"
Stoccolma non è poi così lontana. Ed è una sorpresa, soprattutto se si parla di pagamenti digitali. Roma è lì, a due passi. In Europa la Capitale è la terza per tasso di crescita nel “cashless”, l’utilizzo di moneta elettronica, la prima in Italia dove, solo per fare un confronto, è arrivata a doppiare Milano. Stoccolma, si diceva, resta prima. Da quelle parti, è noto, ormai anche le offerte in chiesa si raccolgono con il pos. Ma Roma, secondo l’osservatorio di SumUp sulle transazioni digitali, nel 2025 si è affermata come una delle principali capitali cashless d’Europa. Nella città eterna lo scorso anno le transazioni senza contante sono aumentate a un ritmo vertiginoso, facendo registrare un balzo del 30,8%, a Milano, la crescita si è fermata al +17,5%. Roma si è messa alle spalle anche città come Bruxelles e Parigi, dove il cashless è cresciuto rispettivamente del 22,5% e del 19,1%. Solo Stoccolma (+48,1) e Helsinki (+38,1) hanno fatto meglio di così. Risultato? Stando ai dati dell’Osservatorio Europa Cashless di SumUp, la fintech attiva nel settore dei pagamenti digitali, nel 2025 Roma si è aggiudicata la terza posizione per aumento di transazioni nella classifica delle città europee. Ma è tutta l’economia nazionale a essere sempre meno dipendente dal contante: l’Italia, con il +26,7% di transazioni digitali rispetto al 2024, è terza in Europa dietro a Bulgaria (+49,5%) e Svezia (+31,3%). Più indietro troviamo Germania, Belgio, Paesi Bassi e Francia. All’origine di questa crescita esponenziale, che evidenzia un cambio di passo significativo rispetto all’uso del cashless, ci sono un insieme di fattori.
I FATTORI
Il primo vale per tutti gli italiani. Più che la comodità, a convincerli a usare le carte è stata la convenienza. Il Fisco ha ormai legato le detrazioni all’uso della moneta elettronica. Gli italiani hanno capito e si sono adeguati. A Roma le transazioni con carta nelle farmacie, una delle principali spese “detraibili”, sono più che raddoppiate. La seconda spinta ai pagamenti digitali a Roma, è arrivata dal Giubileo. I turisti preferiscono pagare non usando il contante. Così anche i Bar e i tassisti si sono adeguati, accettando senza più problemi il Pos anche per transazioni di piccoli importi. Così in Italia, nel 2025 il transato cashless ha raggiunto i 502 miliardi di euro, triplicando il valore rispetto al 2015 e arrivando a valere il 26,6% del Pil. Questi ultimi numeri sono contenuti nel Rapporto 2026 della Community Cashless Society di Teha Group. Nonostante la galoppata il Paese si trova ancora al 21esimo posto nel Cashless Society Index 2026, con 181,4 transazioni pro-capite, al di sotto della media Ue-27 che è pari a 246,8. Anche un recente report della Bce, pubblicato da Bankitalia a ottobre scorso, fotografa un’Italia sempre meno “cash first": le transazioni con carte hanno raggiunto il 32% del totale, mentre nel 2022 si fermavano al 26%. In termini di valore, il contante rappresenta il 49% delle transazioni, afferma il report, contro il 39% delle carte e il 5% dei pagamenti via smartphone. La digitalizzazione dei pagamenti si configura oggi come una leva fondamentale per la modernizzazione e la crescita del Paese perché contribuisce al contrasto dell’evasione, rafforza la base industriale e tecnologica nazionale, migliora l’efficienza del sistema economico e favorisce la sostenibilità ambientale (una transazione cashless genera oltre il 70% di emissioni in meno rispetto al contante). Bancomat, che nell’ecosistema cashless rappresenta una delle pochissime infrastrutture critiche completamente domestiche, nel 2025 ha gestito 2,61 miliardi di operazioni, per un controvalore complessivo di 167 miliardi di euro e un ticket medio pari a 41 euro. Sul circuito Bancomat vengono effettuate circa 500.000 transazioni all’ora, per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro. A Roma, come detto, il cashless nel 2025 è aumentato del 30,8% è stato anche grazie al Giubileo.
La crescita della spesa turistica si è riflessa infatti sull’aumento dei pagamenti no cash. Basti pensare che nel 2025, evidenza la ricerca di SumUp, i negozi di souvenir hanno visto i pagamenti via Pos crescere del 53,8%. Anche l’obbligo esteso nel 2022 ad architetti e ingegneri di accettare i pagamenti digitali sta incidendo sulla crescita del cashless Italia. Così come la regola in base a cui per beneficiare della detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute in farmacia il pagamento deve essere tracciabile oppure è necessario uno scontrino “parlante”, con sopra riportato il codice fiscale del contribuente e le informazioni sul farmaco acquistato. Nelle farmacie, segnala SumUp, le transazioni cashless nel 2025 sono aumentate del 119,5% su base annua, mentre negli studi di architettura e in quelli di ingegneria sono cresciute di oltre il 73%. Notevole poi la crescita registrata nei centri sportivi e nei negozi di sport (+111%). In Italia oggi anche il caffè si può pagare con la carta: nei bar le transazioni digitali sono aumentate lo scorso anno del 37%. I ticket medi cashless più bassi del 2025 si registrano proprio nei bar, con un valore di 11,3 euro. In Italia lo scontrino medio digitale secondo SumUp è di 34,2 euro, contro i 20,9 euro del Regno Unito e i 36 euro della Germania. A Milano arriva a 39,2 euro, il livello più alto del vecchio continente (Oslo si ferma a 38,4 euro). Roma con 31,8 euro si posiziona subito dopo Parigi, dove il ticket medio è di 32,7 euro.