il Fatto Quotidiano, 7 aprile 2026
Brunetta bar&moquette: infornata di spese al Cnel
Forse passa inosservato, ma il Cnel lavora alacremente per il Paese, anche in queste settimane di dura crisi. E un simile sforzo richiede denaro, decine di migliaia di euro per la precisione, affidati per le spese più disparate: dalla rassegna stampa alle moquette della sede romana ove opera il presidente Renato Brunetta, in attesa che il governo dia ascolto all’appello dell’ex ministro per poter assumere nuovo personale.
Intanto si fa con quel che si ha. E spulciando tra le ultime spese del Cnel si ha la prova di un’attività frenetica. Intanto: il ristoro. L’ente ha dovuto rinnovare un paio di contratti scaduti, uno per il servizio di ristorazione interno e uno per il catering degli eventi. Nei documenti per la manifestazione d’interesse, si legge che il fabbisogno è di “circa 70 pasti giornalieri”, più altri 20 per “potenziali utenti esterni giornalieri”. Il contratto è per tre anni e si capisce allora che il bando sia corposo: intorno ai 130 mila euro complessivi. Più contenuto quello relativo al catering, circa 15 mila euro.
Poi c’è la “rassegna stampa ragionata”, ovvero il servizio di lettura e commento dei giornali offerto (si fa per dire) dal Cnel. Tutto ha un costo: per i mesi da marzo a maggio siamo poco sotto i 10 mila euro. Si superano invece i 30 mila per uno dei progetti realizzati dai ricercatori, ovvero il cosiddetto “Rapporto giovani”, uno studio sul mercato del lavoro giovanile e i motivi della fuga all’estero di molti talenti. Si arriva così a una parte delle preziose moquette che rivestono i corridoi di Villa Lubin. Ogni tanto hanno bisogno di un tagliando, e così ecco 4 mila euro di affidamento per i lavori.
Ma c’è da allacciare le cinture, perché il grosso dovrà ancora venire. A inizio 2025 il Cnel ha infatti ottenuto dal Comune di Roma la cessione a titolo gratuito per ben 30 anni (rinnovabili per altri 20) della Casina Cenci Giustiniani, un immobile del ’500 dentro a Villa Borghese e a due passi dalla sede nazionale del Cnel.
In disuso da tempo, il patto tra Brunetta e il Comune prevede che il Consiglio nazionale del Lavoro recuperi l’edificio, ne progetti la ristrutturazione e lo renda “un centro di eccellenza per i giovani e per il monitoraggio dei servizi pubblici in ambito locale”. Il Fatto ne aveva dato conto a suo tempo, ma la novità è che da un paio di mesi sono partiti i lavori, con tanto di taglio del nastro del cantiere alla presenza di Brunetta e del sindaco Roberto Gualtieri. I documenti interni al Cnel danno un’idea dell’investimento necessario, come ovvio non a carico interamente dell’ente. Nel programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027, si legge, appunto “lavori per la riqualificazione e l’adeguamento funzionale della Casina Cenci Giustiniani, con risorse finanziarie in parte recuperate da “risorse bilancio Cnel” e “in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma e il Segretariato Regionale del ministero della Cultura per il Lazio”. Si stima che siano necessari circa 1,3 milioni.
Niente male per un ente sfiorato dal meteorite dell’estinzione e ora tornato a pieno regime. Nello stesso documento programmatico, si scopre anche che il Cnel prevede in questi anni un ulteriore investimento da 140 mila euro (stavolta tutti a carico dell’ente brunettiano) per indispensabili “lavori manutenzione terrazzo Villa Lubin, Tinteggiatura locali ristorazione e primo piano Villa Lubin”.