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 2026  aprile 07 Martedì calendario

Trump vuole creare centro per i "crimini preventivi"

A sei mesi dalle elezioni di metà mandato, che secondo i sondaggi saranno punitive, l’amministrazione Trump ha aumentato i fondi per un nuovo strumento di repressione del dissenso interno: un centro dell’Fbi dedicato all’identificazione preventiva dei “crimini politici”. Lo ha scoperto, con un’inchiesta esclusiva sulla sua newsletter su Substack, il giornalista investigativo Ken Klippenstein, autore di diversi scoop sul governo Trump. Stavolta ha indagato nelle voci di spesa della Finanziaria 2027, appena presentata dal governo al Congresso, con la sua richiesta di incremento del finanziamento all’antiterrorismo.
Nel quadro più ampio dell’aumento a un trilione e mezzo di dollari di fondi per la Difesa, il Federal Bureau of Investigation (Fbi) dovrebbe ricevere 12,5 miliardi di dollari per stipendi e spese operative, con un aumento di 1,9 miliardi di dollari. Soldi per operazioni con Sistemi aerei senza pilota (Uas), capacità anti-drone, antiterrorismo e operazioni di sicurezza per i Giochi Olimpici del 2028.
Fra le iniziative, ha scoperto Klippenstein, c’è però anche il “Nspm-7 Joint Mission Center”, a guida Fbi ma con personale di dieci agenzie federali. Il suo compito? Identificare, in modo “proattivo”, terroristi domestici “motivati da una o più delle seguenti ideologie”. E qui c’è da tenersi forte: “Anti-americanismo, anti-capitalismo, anti-cristianesimo, sostegno al rovesciamento del governo degli Stati Uniti, estremismo sull’immigrazione, estremismo sulla razza, estremismo sul genere, ostilità verso chi sostiene le visioni tradizionali americane sulla famiglia, ostilità verso chi sostiene le visioni tradizionali americane sulla religione, ostilità verso chi sostiene le visioni tradizionali sulla morale”. Definizioni così vaghe e onnicomprensive da permettere ogni forma di arbitrio. “In altre parole, se le tue opinioni politiche non sono sostanzialmente allineate con Maga, sei sotto osservazione, per gentile concessione dell’Fbi” ironizza Klippenstein.
Gli obiettivi non sono nuovi: si tratta di un’estensione del National Security Presidential Memorandum 7, una direttiva sulla sicurezza nazionale firmata da Trump lo scorso 25 settembre sull’onda dell’assassinio di Charlie Kirk, e celebrata allora dal consigliere per la Sicurezza nazionale Stephen Miller come “la prima volta nella storia degli Stati Uniti che l’intero apparato governativo si impegna a smantellare il terrorismo di sinistra”. La direttiva, passata relativamente inosservata nel flusso continuo della propaganda trumpista, recita: “Gli Stati Uniti hanno bisogno di una strategia nazionale per indagare e smantellare reti, entità e organizzazioni che fomentano la violenza politica, in modo che le forze dell’ordine possano intervenire nelle cospirazioni criminali prima che si traducano in atti di violenza politica”. Pochi giorni dopo, il 7 gennaio 2026, un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) ha ucciso a colpi di arma da fuoco Renée Nicole Macklin Good, madre disarmata che vigilava sulle deportazioni Ice a Minneapolis. E il 24 gennaio un ufficiale e un agente della Customs and Border Protection (Cbp) hanno sparato e ucciso l’infermiere Alex Pretti. Entrambi, con i cadaveri ancora caldi, sono stati accusati di essere terroristi.
C’è un precedente storico ed è quello della legislazione antiterrorismo messa a punto dall’amministrazione Bush e approvata dal Congresso dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001. Si fondava sulla prevenzione, e portò a sorveglianza governativa pervasiva e illegale, detenzioni extragiudiziali ed esecuzioni mirate di presunti terroristi stranieri. Stavolta gli obiettivi sono interni.
Secondo Klippenstein, gli interventi del Joint Mission Center mirano a “riorganizzare l’apparato dell’antiterrorismo per colpire gli americani in casa propria. Cioè monitorare l’attività politica, il dibattito e i social media, come metodo investigativo per scoprire il ‘radicalismo’”. Con tecniche di sorveglianza da Minority Report e triangolazione avanzata di intelligence, supporto operativo e analisi finanziarie. Pochi mesi dopo l’insediamento di Trump, l’Fbi aveva rimpiazzato il Terrorist Screening Center, eredità di Bush jr, con un Threat Screening Center che lavora su liste separate di presunti terroristi internazionali, criminali transnazionali e “minacce” domestiche. Poco dopo l’assassinio di Kirk, il direttore dell’Fbi Kash Patel aveva testimoniato davanti al Congresso di aver visto un aumento del 300% nelle indagini sul terrorismo domestico. Se il Congresso approverà il budget, aumenteranno ulteriormente le risorse.