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 2026  aprile 07 Martedì calendario

Il Vietnam adotta “il modello cinese”: il segretario del partito comunista eletto anche presidente

Il Vietnam sceglie il “modello cinese”. Il segretario generale del Partito comunista, To Lam, è stato eletto all’unanimità anche presidente del Paese. L’uomo forte di Hanoi ricoprirà entrambe le cariche, diventando così il leader vietnamita più potente degli ultimi decenni. Una rottura con il tradizionale sistema di leadership collettiva del Paese.
A differenza della Cina (dove attualmente Xi Jinping è segretario del Partito, presidente della Repubblica e capo delle forze armate), in Vietnam quelle del capo dello Stato e di leader del Partito erano fino ad ora due figure distinte (sempre comunque espressione della leadership comunista).
Tutti i 495 deputati presenti alla sessione dell’Assemblea Nazionale di oggi hanno approvato la nomina del compagno To Lam. Ex capo dell’accademia di polizia, amante della musica classica, ex ministro della pubblica sicurezza, il 68enne To Lam era stato rieletto segretario del Partito (la carica più importante nel sistema politico vietnamita) a gennaio di quest’anno. Ha ora un doppio incarico per governare il Paese per i prossimi cinque anni.
La centralizzazione del potere aiuterà Lam a portare avanti le sue riforme economiche, sebbene abbia suscitato timori di un aumento dell’autoritarismo. Dopo il voto, Lam ha dichiarato ai deputati in un discorso televisivo che era un onore ricoprire entrambe le cariche e ha promesso “un nuovo modello di crescita con la scienza, la tecnologia, l’innovazione e la trasformazione digitale come principali forze motrici”. Ha inoltre affermato che avrebbe dato priorità all’autosufficienza in materia di difesa.
In meno di due anni alla guida del partito unico, Lam ha messo da parte i suoi rivali e trasformato il Paese grazie a una campagna di riforme aggressiva, ponendosi l’ambizioso obiettivo di una crescita annua del 10%. Il Vietnam ha registrato una crescita del 7,8% nel primo trimestre su base annua, in accelerazione nonostante le “numerose difficoltà” dovute alla guerra in Medio Oriente che grava sui prezzi del petrolio, come ha annunciato sabato scorso l’ufficio nazionale di statistica.
Lam ha coordinato in questi anni la grande campagna anti-corruzione che ha portato all’arresto di centinaia di burocrati e alti dirigenti: secondo i critici, usata per colpire i suoi detrattori e rivali politici. In qualità di segretario del Partito, Lam ha guidato la più grande riforma amministrativa del Vietnam dagli anni ’80, tagliando posti di lavoro, accorpando ministeri, ridefinendo i confini provinciali, portando avanti importanti progetti infrastrutturali e dando slancio al settore privato.
Sebbene Lam abbia ricoperto entrambe le cariche per un breve periodo nel 2024, è il primo ad aver ottenuto queste due cariche contemporaneamente dopo un processo di selezione da parte dei dirigenti del Partito.
Con la presidenza, Lam consolida ulteriormente il proprio potere. Il Vietnam ha un sistema di leadership collettiva composto dal capo del partito, il presidente, il primo ministro e il presidente dell’Assemblea Nazionale.