repubblica.it, 7 aprile 2026
Epidemia di taccheggi a Londra ma la polizia tollera.
Un commesso licenziato per aver fermato un ladro. Non è una burla ma la realtà oggi di Londra. Walker Smith, 54 anni, da circa 17 dipendente del supermercato Waitrose (con spesso clienti della middle e upper class britannica), è stato messo alla porta perché nel weekend scorso ha prima fermato e poi avuto una colluttazione con un taccheggiatore, “abituale” secondo il commesso, che stava rubando uova di Pasqua. Un gesto per molti eroico ma non ammesso dalla policy della catena di supermarket.
Ora Smith teme di rimanere in mezzo alla strada perché era appena riuscito a permettersi il mutuo per un monolocale all’estrema periferia londinese dopo aver condiviso appartamenti con altri coinquilini per una vita. “Ho lavorato a Waitrose per 17 anni,” si è sfogato Smith con il Guardian, “ho visto rubare ogni ora di ogni giorno negli ultimi cinque anni. Si tratta di chiunque, dai tossicodipendenti agli adolescenti che rubano piccoli articoli o escono con bottiglie di vino tra le braccia. Non ci è permesso fare nulla.”
La notizia ha subito scatenato le reazioni indignate di molti, con in testa i conservatori, la destra e i tabloid. Il ministro dell’interno “ombra” dei tories, Chris Philp, ha chiesto a Waitrose di riassumere subito Smith, accusando il supermercato di aver agito “in modo vergognoso. Al commesso dovrebbe essere riconosciuto un bonus per il suo coraggio e spirito d’iniziativa. La sicurezza del personale deve venire prima di tutto. Ma licenziare un dipendente di lunga data in queste circostanze manda un messaggio completamente sbagliato. Si penalizza chi agisce, mentre i colpevoli restano impuniti. Anche il personale dei negozi e il pubblico dovrebbero essere sostenuti e incoraggiati a intervenire. Altrimenti, il taccheggio continuerà ad aumentare senza controllo”.
Una colletta per Smith ha già superato i 5mila euro. E anche il celebre conduttore radiofonico Iain Dale ha dichiarato nel suo programma sulla radio Lbc: “In passato possedevo una libreria e ho avuto a che fare con i taccheggiatori. Se un membro del mio staff avesse affrontato un ladro come ha fatto Smith, avrei voluto dargli un aumento di stipendio, non licenziarlo. Ma questo è il tipo di assurdità a cui assistiamo oggi, con negozi che ordinano ai dipendenti di non intervenire contro i taccheggiatori… cosa fanno a Waitrose? Quest’uomo lavorava per loro da 17 anni. Per me è un eroe, ma per loro è una nullità”.
Waitrose ha tenuto il punto, confermando il licenziamento di Smith e rispondendo così: “La sicurezza e la tutela dei nostri partner e dei nostri clienti sono della massima importanza per noi, e disponiamo di politiche volte a proteggere entrambi. Ci sono stati casi in cui nostri dipendenti sono finiti in ospedale dopo aver affrontato dei taccheggiatori. Fortunatamente si sono sempre ripresi, ma potrebbe non essere sempre così. Affrontare i taccheggiatori comporta un serio rischio per la vita. Non siamo disposti a mettere a rischio la vita di nessuno ed è per questo che abbiamo politiche molto chiare, che devono essere rigorosamente rispettate”.
Il paradosso è che a Londra e nel resto del Regno si può spesso taccheggiare senza troppi problemi. Per risolvere i problemi delle carceri piene, i precedenti governi conservatori hanno alzato l’asticella della tolleranza dei furti in negozi e supermercati: fino a 200 sterline di valore (circa 225 euro), non costituisce un reato grave e, se mai si venisse rintracciati e denunciati (cosa rarissima secondo le statistiche anche perché la polizia ha altro a cui pensare), spesso se la si cava con una reprimenda o una multa.
Da allora è scoppiata una vera e propria epidemia di taccheggi nella capitale e nel resto del Paese. Sembra la profezia della canzone degli Smiths, “Shopflifters of the world unite”. I dati e le stime dell’associazione di settore British Retail Consortium (Brc) sono impressionanti. Nel 2024 sono occorsi 20,4 milioni di episodi di taccheggio nei negozi di vendita al dettaglio oltremanica, con un aumento di 3,7 milioni rispetto all’anno precedente. Praticamente 55mila furti al giorno, come stima complessiva. I danni per gli esercenti, quantificati da Brc, sono pari a 2,2 miliardi di sterline (circa 2,7 miliardi di euro), in aumento di circa 500 milioni sul 2023. Per quello che è il record di sempre.
Ma agli stessi commessi, impiegati e persino alla sicurezza viene espresso chiesto di non interagire con i ladri: meglio lasciarli fare invece di rischiare che qualcuno si faccia male o che ci scappi persino il morto, il che potrebbe costringere i supermercati a pagare enormi indennizzi, in caso di tragedia. Meglio assicurarsi contro i furti, come oramai fanno tutti, e limitare i danni. Tuttavia, i costi per le imprese oramai stanno diventando insostenibili. Gli esercenti: “Non possiamo più andare avanti così”.
Nel weekend pasquale poi orde di centinaia di minorenni e giovanissimi hanno sfruttato le vacanze scolastiche per assaltare in massa negozi e supermercati, rubando e saccheggiando di tutto. Qualcosa di non nuovo purtroppo ma raramente si era verificato con tale frequenza e intensità, soprattutto nella zona di Clapham, a Londra sud. Video e immagini sono subito diventati virali, con i pochi poliziotti dispiegati spesso inermi di fronte agli assalti.
C’è una narrativa della destra mondiale, sostenuta in primis dal presidente americano Donald Trump, che sostiene come Londra sia una città molto pericolosa e preda degli islamisti. Ciò viene smentito dai fatti e dalle statistiche, che mostrano come nel 2025 la capitale britannica abbia registrati i tassi più bassi di omicidi e ferimenti all’arma bianca degli ultimi decenni. A Londra l’anno scorso c’è stato un omicidio ogni 100mila persone, mentre nella capitale americana Washington ce ne sono stati 30 ogni 100mila abitanti.
Ma è indubbio che c’è un problema di reati minori, ma comunque importanti, come taccheggi, frequenti furti di cellulari in strada e anche topi di appartamento. Secondo le ultime statistiche, solo l’1% dei furti di telefonini e l’8% dei furti in appartamento vengono incriminati in Gran Bretagna.
A completare il quadro di questi giorni difficili per Londra, la settimana scorsa è avvenuto un altro caso assurdo: una borsa piena di armi cariche è stata lasciata fuori dall’abitazione del sindaco Sadiq Khan, dimenticata sul marciapiede da uno degli uomini della scorta, che gli è stata assegnata da anni per le continue minacce di morte che riceve. Il lato tragicomico è che a notarla per primo, fortunatamente, è stato un vicino di casa, che ha subito avvertito la polizia, chiedendo però contestualmente una ricompensa di migliaia di sterline per comprare il suo silenzio. Un accordo tra le parti non è stato trovato e così lui ha rivelato tutto ai media.